Piero Fassino con il sindaco di Sant'Ambrogio Dario Fracchia in sala consiliare

Piero Fassino con il sindaco di Sant’Ambrogio Dario Fracchia in sala consiliare

Alla fine tanto tuonò che non piovve. Al massimo qualche tuono, qualche urlo e qualche fischio e un po’ dei soliti slogan  Il sindaco di Torino e presidente della Città Metropolitana, Piero Fassino, è arrivato ieri sera (mercoledì 3) davanti al Municipio di Sant’Ambrogio accolto dal sindaco del paese Dario Fracchia e da qualche decina di contestatori avvolti nelle bandiere del treno crociato. Tutto è filato liscio. I sindaci, anche loro contestati, sono saliti in sala consiliare per l’incontro con Fassino che, come argomento, non aveva la Torino-Lione ma  il Bilancio di previsione 2016 della Città Metropolitana di Torino e il Piano strategico metropolitano previsto dalla Legge Delrio.

La contestazione avvenuta a Sant’Ambrogio è avvenuta qualche giorno l’attacco di alcuni sindaci – Dario Fracchia (S.Ambrogio), Angelo Patrizio (Avigliana), Gianni Da Ronco (Alpignano), Mauro Marinari (Rivalta), Roberto Falcone (Venaria Reale) – al Commissario Straordinario del Governo per la Torino-Lione Paolo Foietta: “I nostri Comuni – hanno detto i sindaci in una conferenza stampa organizzata col Movimento No Tav – mettono in discussione la sua credibilità e il suo operato”.

fassinosantambrogio02

I contestatori all’esterno del Municipio di Sant’Ambrogio

Non manca però chi sostiene che il siluro, più che al Commissario di Governo, sia diretto a quella parte di sindaci che sembrano decisi a non abbandonare un tavolo di discussione che loro stessi – attraverso Sandro Plano primo cittadino di Susa e Presidente delll’Unione Montana dei Comuni della bassa valle di Susa – avevano chiesto con forza nei mesi scorsi.

Pronta la replica di  Paolo Foietta, secondo il quale “il problema vero  è che i comuni della Valle sono sotto attacco da parte del Movimento No Tav e dei 5Stelle, e lo si può notare ogni giorno sui blog e sui social forum. Il loro obiettivo? Bloccare sul nascere  l’avvio del confronto in corso”.

Paolo Foietta

Paolo Foietta

I No Tav, i 5Stelle e questi sindaci – aggiunge Foietta – considerano intollerabile qualsiasi operazione che faciliti la realizzazione della nuova ferrovia e  ne migliori il “consenso”, e considerano una provocazione il mandato a me affidato dal Presidente della Repubblica il 23 aprile del 2015”.

Ancora. “Le accuse lanciate contro di me fanno parte di una polemica “strumentale”e sono un tentativo di delegittimare il Commissario e l’Osservatorio. Senza sedi di dialogo – aggiunge Foietta – è più facile lo scontro; anche perché l’Osservatorio non è oggi un luogo dove si discute “se occorre fare” l’opera  ma su “come”,  cercando di rendere massimi i vantaggi e di minimizzare gli svantaggi per i territori. Logico che l’Osservatorio disturbi chi persegue come obiettivo ed azione il fallimento dell’opera e rimpiange l’epoca dell’opzione zero, degli scontri e del muro contro muro”.

Foietta attacca i sindaci e chiede: “Perché due dei cinque Sindaci, di Avigliana e Sant’Ambrogio di Torino,  insieme all’Unione Montana Valle di Susa provano ad avviare un confronto complesso  con il Commissario di Governo e,  contemporaneamente, chiedono al Ministro di sostituirlo?

Ed ecco la conclusione del Commissario di Governo: “Ognuno è libero di alzare le barricate che vuole, di carta e anche di fango ma io continuerò ad onorare l’incarico assegnatomi dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio, fino a che sarà ritenuto opportuno, cercando il confronto con tutte le Amministrazioni Locali per migliorare il progetto e renderlo più sostenibile ed efficace”.

Bruno Andolfatto