E’ un pezzo di movimento No Tav sempre più legato al Movimento 5Stelle quello che, lunedì 21 marzo, a Torino, presenta un documento “inedito” che – secondo Paolo Prieri e Alberto Poggio – dimostra che la certificazione della Torino-Lione è  basata su tanti costi ancora incerti.

I due esponenti No Tav sostengono che “l’8 marzo a Venezia è andato in scena il solito film, fatto di comunicati stampa, fotografie, video, dichiarazioni rassicuranti sul futuro della Torino-Lione”.
Ma i documenti, quelli veri, per Prieri e Poggio, “rimangono dentro i cassetti dei ministeri; tenuti nascosti, mai resi pubblici”.

Di cosa si tratta? Del  documento sulla certificazione dei costi elaborato dalle società incaricate Tractebel Engineering e Tuc Rail.

Per il possibile spostamento dell’inizio dello scavo del tunnel di base da Susa alla Maddalena di Chiomonte, dove si sta scavando il cunicolo esplorativo “il documento parla di 70 milioni di euro”. Mentre per i costi della messa in sicurezza dei cantieri l’ipotesi di spesa é di 329 milioni di euro”.

Insomma, le “incertezze” per i No Tav arrivano a sommare circa mezzo miliardo di euro. Non solo: il costo della parte transnazionale della Torino-Lione, valutato in 8,3 miliardi di euro,  per i No Tav “è poco credibile”. Il motivo: “La cifra è di parecchio inferiore agli 11,5 miliardi  dichiarati per il tunnel del Gottardo, un’opera del tutto analoga alla  Torino-Lione che verrà  inaugurata l’11 dicembre di quest’anno”.

Replica il Commissario di Governo per la Torino-Lione Paolo Foietta: “Non capisco dove sia la novità.Qui, come in ogni progetto che si rispetti, vengono considerati anche gli “imprevisti”. Di solito ci si tiene intorno al 5 per cento del valore dell’opera, qui siamo a una percentuale persino inferiore. 70 milioni di euro per l’eventualità che il fronte di scavo sia spostato da Susa a Chiomonte e 329 milioni di euro sulla sicurezza che cosa sono di fronte a un’opera che costa 8,3 miliardi? Poca cosa, direi”. Quei costi, riferiti a eventuali imprevist, dice Foietta,  “sono compresi nella stima totale della tratta transfrontaliera che è, appunto di 8.3 miliardi di euro”.

Ma come è possibile che il tunnel della Torino-Lione possa costare meno del Gottardo? “Semplice – risponde Foietta – perché farà tesoro proprio di quell’esperienza, delle tecnologie che si sono affinate e sono progredite e che danno proprio la possibilità di risparmiare denaro. E nel progetto della Torino-Lione ci mettono mano proprio tecnici e galleristi che hanno lavorato al Gottardo”.

Anche Telt, la società incaricata di costruire la tratta transfrontaliera della Torino-Lione, reagisce alle accuse di No Tav e 5Stelle, e lo fa con un comunicato: “La Torino-Lione è l’unica opera ad avere una certificazione dei costi, redatta da un soggetto terzo, che tiene conto anche di tutti i possibili sovracosti, compresi quelli causati dai No Tav”. E sulla sicurezza dei cantieri francesi e italiani le previsioni sono di circa 400 milioni di euro sulla spesa totale di 8,3 miliardi di euro approvata da Ue, Francia e Italia. Proprio i costi sulla sicurezza, annota Telt,  sono stati calcolati sull’esperienza del cunicolo esplorativo della Maddalena a Chiomonte. Misure più stringenti, rispetto a tutti i normali cantieri, ritenute necessarie per tutelare mezzi e maestranze dai continui attacchi di chi si oppone in modo violento all’opera: recinzioni più solide, ostacoli contro i veicoli, dispositivi di videosorveglianza e di prevenzione delle intrusioni.  Quelli che mettono in evidenza gli extra-costi per la sicurezza, sbandierandoli come “rapporti top secret” – scrive Telt – sono gli stessi che causano un danno economico concreto alla collettività, come direbbero i No Tav: “quante scuole si metterebbero in sicurezza con 400 milioni di euro?”.