Un altro scudetto tricolore per i ragazzi delle scuole medie di S.Antonino che, per la terza volta, si aggiudicano i campionati italiani di robotica. Sabato 30 aprile a Bari, a salire sul trono più alto del podio nella categoria “Dance Theatre”, sono stati proprio i ragazzi e le ragazze della squadra “LA PICCOLA STELLA”,  che hanno portato in scena un’interpretazione del “Piccolo Principe” di Saint Exupery.

Una performance brillante che ha visto gli studenti valsusini affrontare con disinvoltura e abilità anche gli inconvenienti dell’ultimo momento: “Abbiamo dovuto rimettere a punto la programmazione dei robot – raccontano gli studenti, tutti di terza media – perché il palco della finale era più… lucido rispetto a quello delle prove precedenti. Per questo, la sera precedente la finale, venerdì 29, siamo rimasti in piedi fino alle ore piccole”. Ma, visto il risultato ottenuto, ne è valsa la pena. Un risultato che premia l’impegno dei ragazzi e delle insegnanti Elena Gadoni e Paola Rocci che durante i campionati hanno ottenuto il miglior risultato nella documentazione didattica grazie alla collaborazione con i colleghi di strumento musicale, arte e tecnologia.

Gli alunni delle classi terze di S.Antonino hanno partecipato alla ROBOCUP JUNIOR ITALIA  con altre due squadre:  “SMART MINDS” e “ROBOTSTARS” nella categorie RESCUE LINE .

E adesso? Dallo scudetto non si va alla Champion Leauge ma direttamente al Campionato del Mondo. Già, perché il primo posto qualifica di diritto i ragazzi e le ragazze della “Piccola Stella” del Comprensivo di S.Antonino ai Mondiali di robotica, in programma a Lipsia dal 30 giugno al 3 luglio.

Una bella sfida, che i ragazzi delle scuole medie di S.Antonino potranno affrontare se  troveranno qualche sponsor disposto a credere in loro: “Siamo felicissimi per il risultato ottenuto a Bari e adesso guardiamo a Lipsia – dice Susanna Tittonel, dirigente scolastico – ma la trasferta in terra tedesca è piuttosto… costosa. Abbiamo valutato una spesa complessiva intorno ai 13 mila euro che non possono ricadere interamente sulle famiglie. Per questo siamo alla ricerca di aziende, fondazioni, enti disposti a scommettere su questi ragazzi e a sostenerli contribuendo finanziariamente alle spese del viaggio e del soggiorno a Lipsia”.