27 gennaio1945: le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev arrivano per prime nella città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz) scoprendo il vicino campo di concentramento  e liberandone i superstiti.

Quel giorno viene alla luce quanto, per anni, si è finto di non vedere: uno sterminio impensabile che lascia sgomenti, senza parole.

Da dove è scaturito l’Olocausto, la Shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei commesso dai gerarchi nazisti comandati da Adolf Hitler? Come è potuto accadere? Nulla sarebbe stato possibile senza la complicità, la connivenza della maggioranza del popolo tedesco.

Una lezione tenuta dalla professoressa Susanna Tittonel, già dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo, all’Unitre di S.Antonino mette nero su bianco responsabilità del popolo tedesco e dell’intera Europa (Italia compresa); responsabilità con cui non si sono ancora fatti del tutto i conti.

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Susanna Tittonel

L’autrice: Susanna Tittonel, condovese, già dirigente dell’Istituto Scolastico Comprensivo di S.Antonino.

Da più di un anno le sue “classi” non sono più quelle dei ragazzi delle scuole elementari e medie. Dopo la meritata pensione, infatti, Tittonel insegna italiano ai richiedenti asilo ospitati in paese.
Poi ci sono gli studenti che hanno qualche anno in più e qualche capello in meno: i soci dell’Unitre 

A loro è rivolta la lezione particolare dedicata all’Olocausto e agli stermini contemporanei” tenuta lunedì 15 gennaio  nella sede dell’Unitre di Sant’Antonino.

L’occasione:  La Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio, istituita per ricordare quanto avvenuto nello stesso giorno del 1945 quando le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime nella città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz) scoprendo il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberandone i superstiti.

I contenuti: l’antisemismo; la persecuzione degli ebrei fino alla cosiddetta ‘soluzione finale” 

La tesi: lo sterminio degli ebrei, la Shoah, non fu una “bravata” di qualche mente scellerata e non fu solo frutto delle imposizioni di un dittatore pazzo e del suo entourage. I carnefici in realtà furono tante “persone normali”. Fu un’intera società a condividere quelle idee e quelle azioni”. 

Fin dal 10 dicembre del 1938, la cosiddetta “notte dei cristalli”, il popolo tedesco “reagì con l’entusiasmo di cuori e menti abituati a questo pensiero razzista che vedeva negli ebrei la causa di tutti i mali“.

La ricerca di Tittonel percorre tutto l’itinerario di questa follia collettiva che arrivò a concepire lo sterminio, il genocidio, le fucilazioni in massa, i campi di lavoro (dove il lavoro era finalizzato non al produrre e neppure allo sfruttare ma all’annullare e allo sfinire i prigionieri fino alla fine) e di sterminio con le camere a gas per finire, prima della liberazione, con le marce della morte che costarono la vita a migliaia di internati che continuarono ad essere massacrati.

E’ un itinerario storico all’insegna dell’impensabile e dell’indicibile che va, ancora oggi, affrontato per evitare di ripeterlo. 

Un lavoro che fa i conti con la storia e che ripercorre gli “olocausti” e gli stermini che, dopo la guerra, sono avvenuti nelle diverse parti del mondo e che ancora stanno avvenendo.

Gli stermini non sono terminati con l’aprile del 1945. 

La carrellata è impressionante e questi sono alcuni esempi:

Un milione e mezzo di armeni massacrati in Turchia tra il 1915 e il 1916 (un genocidio che ancora oggi il governo turco nega); 

I massacri di Stalin in Ucraina per collettivizzare le campagne (si valutano tra i 7 e i 10 milioni di morti); 

Il conflitto Nigeria – Biafra (anni ’60) con 2 milioni di morti per fame e 3 milioni di profughi,

I kmer rossi di Pol Pot che, in Cambogia dal 1979, uccidono 2 milioni di morti su una popolazione di 7,7 milioni di persone;

Il genocidio dei Tutsi in Ruanda nel 1994 (1 milione di morti);

I 10.000 morti in Bosnia, dentro i confini dell’Europa, nel 1995 con la pulizia etnica da parte dei serbi e gli uomini sterminati e le donne violentate. 

Ancora oggi :  i morti nel Darfur, in Siria,  in Birmania con le violenze nei confronti dei Rohingya in fuga

 Che cosa fare? Rassegnarci? 

No di certodice Tittonel – perchè l’uomo può essere malvagio ma è dotato di etica. Quindi non rassegnamoci, apriamo gli occhi, insistiamo perchè le organizzazioni internazionali (Onu in testa) svoltano la loro funzione. Facciamo in modo che i media, la stampa, non sia asservita al potere ma sia al servizio della libertà e della democrazia

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