Viaggio nel paese, tra storia e “disdesie”. Nei pressi del bar delle “Quattro strade” si ragiona sulle origini del “patois du Vilè”. Che razza di lingua sarà  mai? Occitana, di sicuro. E s’incrocia col piemontese, spesso e volentieri, tanto che papà  e mamma, in dialetto locale, qui si definiscono come “lu pari e la mari”. Siamo a Villar Focchiardo, il paese dei marroni, che ci accoglie in una fredda giornata primaverile. Paese leggendario, e non solo per le rinomate castagne.

Nei pressi di Cascina Roland, recupero di antica casaforte trasformatasi in moderna struttura di ristorazione ed accoglienza, alle porte del paese, infatti si trova la “pera ‘d Roland”, il masso che sarebbe stato tagliato in due dalla spada del paladino di Carlo Magno, impazzito per la tresca tra la sua amata Angelica ed il debole e melenso Medoro. Certo, il taglio, davvero chirurgico, sul masso, è forse l’effetto di una vecchia glaciazione, ma è pi๠bello credere alla leggenda.

Il sindaco, Emilio Chiaberto, di professione funzionario della locale Asl, ma grande appassionato di musica e tradizioni, un moderato politicamente collocato nell’area del centrosinistra, dopo le ultime amministrative ha escogitato una mossa a sorpresa: affidare un assessorato (quello alla cultura) ad una sua rivale delle urne, Valentina Cancelli, una giovane insegnante esponente del movimento No Tav valsusino. E dopo le prime resistenze, e le diffidenze iniziali da entrambe le parti, sembra che l’esperimento proceda a gonfie vele. Così afferma il primo cittadino, mentre dalla sua pipa emergono sbuffi di soddisfazione.

Vogliamo sapere come sta il paese, gettando lo sguardo oltre la famosissima Sagra del Marrone, evento cui manca poco per raggiungere le cinquanta edizioni. E veniamo alle cifre: al 31 dicembre 2009, i villarfocchiardesi erano 2051, una ventina di abitanti in pi๠rispetto l’anno predente. In quest’ultimo periodo, all’imbocco del terzo millennio, la popolazione era sempre stata piuttosto costante. Adesso, però, si prevede una crescita di addirittura trecento abitanti nei prossimi dieci anni. Il motivo? Gli effetti del piano regolatore, approvato nel 2007. Il paese non si amplierà  di molto, “ma ci sarà  la possibilità  di riempire i buchi esistenti, recuperando e ristrutturando”, come conferma il sindaco.

Passeggiamo per le strade del paese, oggi un po’ deserte, a causa del clima lievemente artico. Le attività  commerciali sono ben venticinque, pi๠cinque ristoranti. Due negozi sono stati aperti ultimamente, ma la ComArt, la asso-commercianti ed artigiani guidata dell’infaticabile Claudia Senis, vive un momento di crisi. Occorrerebbero forze nuove, un ricambio per chi ha tirato la carretta da tanti anni. Infatti, è saltata la manifestazione primaverile del 1° maggio, un segnale di questo malessere, che si spera passeggero.

La crisi si fa sentire anche tra i castagneti. Le possibilità  di lavoro e di sviluppo parlano la lingua del turismo. Che tradotto, vuol dire sfruttare le potenzialità  dell’Associazione Tre Valli, organismo cui il comune ha aderito, insieme ad altri enti dei territori confinanti, e che potrà  erogare servizi per conto (ed a favore) dei soci. Da lì, qualche posto di lavoro potrebbe uscire fuori, così come dalla futura gestione del Parco Avventura, un’organizzazione per turismo e tempo libero che troverà  spazio nella zona del parcheggio per i camper, occupando alcune persone almeno in chiave stagionale.

E poi “lu Vilè” possiede la storia, un bel patrimonio artistico. Vengono subito in mente le Certose di Banda e Monte Benedetto. Per la prima, è stato richiesto il finanziamento alla Regione nell’ambito del recupero delle borgate montane, anche se ci vorranno probabilmente ancora un paio d’anni per partire con l’intervento. Il posto è veramente suggestivo e merita certamente un rilancio, con vantaggi e possibilità  d’intervento anche per i privati che abitano nella zona. Monte Benedetto e la sua certosa erano invece già  partiti alla grande, dopo il recupero e l’acquisto del monumento da parte della Regione Piemonte. Adesso però si dovrebbe continuare con la sua promozione, che negli ultimi tempi sembra procedere a rilento. Lì ci sono comunque ventitre posti letto a disposizione dei visitatori.

Anche la chiesa di Santa Maria Assunta, che guarda il paese dall’alto, fa la voce grossa: presto, infatti, sarà  recuperato, con restauro effettuato in loco, il bellissimo coro ligneo, risalente al 1300, a cura della Provincia ed altri enti. E la vita della comunità ? C’è aggregazione? Le associazioni, intanto, sono addirittura 24, ed uno spazio notevole è il Centro Anziani, struttura che offre ampio respiro alla socialità  .

E poi c’è l’ASD Polisportiva, ultimamente in gran spolvero, e che proprio domenica 18 vivrà  una sua giornata del tutto particolare, con l’intitolazione ad Attilio Rocci, autentico personaggio “du Vilè”, e conseguente festa dello sport. Molto attiva è poi la Filarmonica del paese, con 83 elementi di cui almeno 75 effettivi, sempre impegnata in servizi e concerti, senza dimenticare il mitico gruppo di musica folk locale dei “Barbis”, prossimamente impegnato nell’astigiano.

Non mancano le molteplici attività  che coinvolgono la comunità  locale e quella francese di Saint Julien Montdenis, paese gemellato ormai da dieci anni. Quest’anno, in settembre, sarà  festeggiato il rotondo compleanno. Ma Villar Focchiardo è anche il paese delle “disdesie”. Cosa sono? Gli scherzi che per decenni hanno caratterizzato la notte che precede la festa dell’Epifania. Un vero affare di stato. Gruppi di giovani (ma non solo…), particolarmente creativi, infiammavano la fredda notte invernale con burle stratosferiche…Negli ultimi anni, però, qualcuno era andato un po’ oltre, ad esempio smontando un tombino, e piazzandoci dentro un forcone, che così faceva bella mostra di sé in mezzo alla strada…Ed il sindaco era dovuto così intervenire, per calmare gli animi troppo accesi, con avvisi ed ordinanze. Le tradizioni restano comunque una risorse ed una caratteristica precisa, al Villar.

E’ dell’ultimo periodo anche l’adesione del paese al l’Ecomuseo Regionale del Marrone e della Pietra, mentre sono stati richiesti finanziamenti per il recupero dei vecchi mestieri, che poi sono quelli di castanicultore e scalpellino, con un pensiero al futuro di qualche giovane, interessato magari a dare vita a cooperative o altro, nel solco della tradizione. Tra le tante curiosità , Villar Focchiardo è anche un paese capace di centrare il bersaglio, visto che vanta una campionessa di tiro a segno (soprattutto con la pistola ad aria compressa e con quella sportiva) di livello nazionale ed internazionale: l’azzurra Giustina Chiaberto, atleta “made in Vilè”.

Come abbiamo potuto appurare, il marrone è molto. Certo, ma non è tutto.

Giorgio Brezzo Villar Focchiardo