Sequestrati dalla Polizia a Borgone nei giorni scorsi Era “timbrata” Messi, proprio come il calciatore del Barcellona e campione della nazionale argentina, la droga sequestrata a Borgone dalla squadra mobile di Torino: 120 chili di hashish, del valore di oltre 600 mila euro, che dalla Spagna transitavano in valle di Susa con destinazione Porta Palazzo, nel capoluogo subalpino, punto di smistamento per altre località  del Piemonte. La droga era confezionata in pacchi da trenta chili dentro sacchi di iuta sul quale era stampigliata la sigla M10, mentre sui singoli panetti di hashish c’era la
stampigliatura del nome ‘Messi’.
Una vera e propria scena da film, nel cuore di Borgone, dove nei giorni scorsi gli agenti della mobile hanno intercettato il carico arrestando i quattro cittadini marocchini che avevano organizzato il trasporto in auto. Auto-civetta della Polizia di traverso sulla Statale che passa attraversa Borgone, agenti armati che saltano gi๠con le pistole in mano e trafficanti immobilizzati sull’asfalto in pochi secondi. La droga era nascosta nel portabagagli di un’auto, preceduta da due staffette Valore della droga sequestrata, oltre 600 mila euro. Per arrivare al carico di droga e ai trafficanti ci sono voluti venti investigatori della Sezione narcotici della Squadra Mobile L’operazione “Alto impatto a Porta Palazzo”, ha iinfatti mpegnato per otto mesi gli agenti del vicecapo della Squadra Mobile, Marco Martino. Alla fine, le manette sono scattate ai polsi di Issam Moussadek, 32 anni; Noureddine Charai, di 33; Rachid Sabbar, di 28; Amar Makhloufi, di 34.
Come sui panetti di hashish c’era la scritta “Messi”? “Non siamo sicuri che quella scritta sia ispirata al calciatore tra i pi๠forti del mondo, ma è già  successo che i trafficanti utilizzassero riferimenti al mondo della moda, dello spettacolo e del calcio” spiega ancora Martino. L’indagine non è stata semplice. Non è facile seguire una colonna d’auto senza farsi notare e i poliziotti non sapevano quanti e chi fossero i personaggi e quando sarebbero arrivati. C’erano solo alcune indicazioni sul luogo dove potevano essere intercettati: il confine con la Francia, al Monginevro. Gli investigatori hanno seguito per brevi tratti tutte le auto in transito cercando di individuare facce, utilizzo frequente di telefonini, modalità  di guida particolari, auto che viaggiavano a distanza ravvicinata. Appena individuata, la colonna d’auto è stata seguita dai poliziotti che hanno cercato di non farsi notare. Tuttavia qualcosa deve aver insospettito i quattro a un certo punto hanno invertito la marcia tornando verso l’alta valle, nonostante la droga fosse attesa a Porta Palazzo. Poliziotti in azione