“Piaccia o no, la lotta partigiana fu determinante per restituire indipendenza, libera e dignità  al nostro Paese” “La Resistenza è di tutti, al di sopra di ogni fazione politica e, soprattutto, contro chi ancora oggi tenta di diffamare l’esperienza partigiana che piaccia o non piaccia fu determinante per restituire indipendenza, libera e dignità  al nostro Paese”. Questo il cuore del discorso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dall’Ossario di Forno di Coazze, dove è stato in visita giovedi 23 aprile, ha reso omaggio ai trecento caduti qui sepolti, anticipando le celebrazioni della Festa della Liberazione. Tre le componenti che hanno contraddistinto la Resistenza, secondo il Capo dello Stato, quelle “partigiana, militare e popolare, anche se non tutte sono state sufficientemente valorizzate e ricordate : ha continuato : Quella della lotta partigiana è stata decisiva, anche qui, tra queste valli, nella quali vennero scritte pagine indimenticabili”. Poco pi๠di un’ora di visita, com’era da programma, e una grande emozione, per tutti i presenti, autorità , ex partigiani, cittadini saliti a centinaia nella valle di Forno. Si commuove anche Piero Fassino, che tra questi monti perse il padre Eugenio: “Qui la Resistenza fu particolarmente aspra : ha spiegato, rivolgendosi al suo Presidente ed amico : Ci sono nomi di piemontesi, ma anche di calabresi, veneti, campani, molti giovani. A questi uomini e a queste donne dobbiamo la nostra libertà . Qui sono custodite le radici solide della democrazia, qui è nata la Repubblica, qui sono stati forgiati i valori di giustizia, libertà , uguaglianza e solidarietà  sui cui si fonda la nostra Costituzione”. La mattinata si svolge come da programma: il Presidente arriva poco dopo le 11, e risale in auto, scortatissimo, a mezzogiorno e trenta. A dargli il benvenuto ufficiale sul palco, in un Ossario gremito, ci sono i sindaci di Coazze, Paolo Allais, di Giaveno, Daniela Ruffino, e di Cumiana, Roberto Costelli. In prima fila, sotto il palco, gli ex partigiani, bambini, il picchetto d’onore e un plotone di fasce tricolori e di labari di comuni e associazioni. Terminata la prima parte dedicata ai discorsi, il Presidente si avvia verso la Fossa Comune, accompagnato dalle autorità . Nel breve tragitto, si ferma a stringere mani e scambiare qualche parola con i partigiani, con la gente comune, con alcuni studenti che gli consegnano due quaderni con le loro riflessioni. “Il mio commosso e sentito omaggio ai caduti della Resistenza” scrive il Capo dello Stato sul libro degli ospiti prima di lasciare la Fossa Comune e di chiudere, così, la visita all’Ossario di Forno e la sua tre giorni torinese. Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato