Nel consiglio comunale del 23 febbraio si astiene il gruppo “Vivere Sangano” Nessun particolare malumore pare avere scosso il Consiglio comunale sanganese alla notizia ufficiale secondo cui Reano si è formalmente “sganciato” dal progetto dell’Unione dei Comuni della Val Sangone, ente che dovrebbe preservare la socio assistenza di valle, assorbendola dal morente consorzio CASA.

Il Consiglio sanganese, riunitosi mercoledì 23 febbraio, ha infatti semplicemente votato la modifica di tre punti dello statuto dell’Unione: l’aumento dei millesimi attribuiti a ciascun paese aderente, in base al numero di abitanti; l’abbassamento del numero complessivo dei componenti il Consiglio dell’Unione da 18 a 15; e la riduzione dei membri della Giunta da 5 a 4.

Le modifiche sono state approvate dalla maggioranza e da due dei tre gruppi di opposizione: “Nuova iniziativa” e “Indipendenti per Sangano”. Astenuto, invece, il gruppo della consigliera Alessandra Miglio “Vivere Sangano”. La stessa Alessandra Miglio ha ribadito i dubbi suoi e del suo gruppo circa l’utilità  della creazione di tale Unione, dato che essa non potrà  neppure aspirare a ricevere contributi economici da parte della Regione.

Un’obiezione cui ha risposto il segretario comunale, Gerlando Russo: “In realtà , nemmeno il consorzio CASA riceveva contributi dalla Regione, poiché la legge impedisce che siano finanziati enti fondati da Comuni che fanno già  parte di una Comunità  Montana. Il CASA è sempre stato finanziato dai paesi che vi aderivano, cioè dagli enti locali che componevano la defunta Comunità  Montana Val Sangone. Allo stesso modo, saranno quegli stessi paesi, meno Reano, a finanziare la costituenda Unione”.

Il sindaco di Sangano, Adriano Montanaro, ha inoltre motivato la relativa fretta di approvare la costituzione dell’Unione dei Comuni con il timore della possibilità  tutt’altro che remota che la Regione possa, di propria iniziativa, trasferire la socio assistenza, orfana del CASA (poiché il decreto Calderoli abolisce tutti i consorzi) presso l’Asl di competenza, in questo caso l’Asl To3. La consigliera di maggioranza Dorina Colannino ha infine ricordato il colossale buco di oltre mezzo miliardo di euro che affligge la sanità  piemontese e come sia meglio, pur essendo l’Asl To3 una delle Asl messe “meno peggio”, non caricare sulle sue spalle ulteriori aggravi.

Al di là  di qualche sfumatura, l’Unione dei Comuni della Val Sangone sembra essere stata “digerita” meglio da Sangano che altrove.

Alberto Tessa Alessandra Miglio Adriano Montanaro