A luglio e agosto visite guidate in accordo con la Soprintendenza ALMESE – La villa romana di Almese entra ufficialmente a far parte dell’offerta turistica e culturale della valle di Susa. E’ sempre stata un importante sito di riferimento ma finalmente ora partiranno le visite guidate per i turisti. Si tratta di due occasioni al mese organizzate dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte, la Fondazione Magnetto che ha contribuito alla realizzazione del percorso di visita, e l’associazione “Valle di Susa, tesori d’arte e cultura alpina”.

Si è cominciato domenica 17 giugno e si proseguirà il 22 e 29 luglio, il 26 agosto, il 23 e 30 settembre, dalle 15 alle 18, e il 7 e 21 ottobre dalle 14,30 alle 17,30. A guidare i visitatori saranno i volontari che hanno partecipato al corso per guide archeologiche svoltosi lo scorso anno, guidati dall’archeologo Gabriele Gatti. Per informazioni è possibile chiamare l’ufficio cultura del Comune al numero 011.9350201/5. “Il percorso all’interno del sito è stato definito in via sperimentale”, spiega il consigliere Giovanni D’Alessandro che coordina l’iniziativa per conto del Comune. Questa prima parte di visite servirà appunto per rodare la macchina organizzativa e soprattutto per far conoscere questo inestimabile patrimonio almesino. L’avvio delle visite guidate è reso possibile grazie a una convenzione che ha coordinato gli interventi finalizzati alla valorizzazione e tutela dell’area archeologica della villa romana, sottoscritta da Comune, Fondazione Magnetto e Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte. “È un momento importante – osserva il sindaco Bruno Gonella – il risultato di un lavoro iniziato anni fa per valorizzare un sito archeologo fra i più importanti del Piemonte. Da qui vogliamo partire per proporre la villa romana nell’ambito dell’offerta turistica e culturale di Almese. Un progetto che è stato possibile grazie alla sensibilità e all’intelligenza della Fondazione Magnetto, e alla disponibilità della Soprintendenza”.

La villa, è una della una delle testimonianze più importanti della presenza romana in valle di Susa e non era mai stata visitabile prima delle due giornate dedicate all’archeologia valsusina nel settembre del 2010 e del 2011. Vi hanno avuto accesso solo gli archeologi, che nel corso degli anni si sono dedicati agli scavi, e i giovani che dal 2008 partecipano allo stage di educazione ambientale organizzato dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza. Da domenica invece, la villa romana sarà un patrimonio accessibile a tutti e ridato alla cultura.

I resti della villa romana, la più grande del nord Italia, la cui costruzione risale probabilmente al I sec. d. C., si trovano in località Grange di Rivera, a poche centinaia di metri dalla strada provinciale che porta a Milanere. L’edificio, che si sviluppava su due piani, è stato scoperto alla fine degli anni ’70 del XX secolo e nel 1980, divenuto patrimonio dello Stato, sono iniziati gli scavi a cura della Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte in collaborazione, fino alla metà degli anni ’90, con il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali dell’Università di Torino. Le campagne di scavo sono proseguite per diversi anni e l’ultima risale al 2007, mentre sono in corso interventi per il consolidamento delle murature.

A.O.