Ottanta persone circa hanno risposto all’appello lanciato da alcuni cittadini intenzionati a mettere giù qualche idea per il bene del paese. Ne uscirà una lista civica per le amministrative? E’ ancora presto per dirlo La scommessa, lanciata da un gruppo di giovani su internet e attraverso Facebook, sotto la sigla di ”Bussoleno provaci”, unita al passaparola di altri, tra cui molti militanti No Tav, ha centrato il suo primo bersaglio, che era quello di destare interesse.
Infatti, la sala del Dopolavoro ferroviario, martedì 18, a partire dalle 21, è andata riempiendosi di gente, fino a contare circa ottanta persone. Ha rotto il giaccio Domenico Bruno, del Dlf, in qualità di padrone di casa: ”Siamo qui per metter giù insieme qualche idea nuova per il paese”.
Maria Grazia Di Pietro, autodefinitasi ”casalinga No Tav” ha sottolineato: ”Vogliamo rivitalizzare il paese, desideriamo che la gente si avvicini, e nessuno ci coordina dall’alto”. Alessandro Grangetto, uno dei promotori del gruppo su facebook, ha spiegato: ”Qui non ci sono differenze tra noi e voi, ci siamo ritrovati anche solo per far nascere belle idee per Bussoleno. Molti qui sono d’ispirazione No Tav, ma non vogliamo dire solamente no. Ad esempio, a me interessa che questo paese diventi ambientalmente più sostenibile”. Da Sant’Ambrogio, un ospite: Mauro Galliano, promotore di una simile iniziativa al suo paese: ”Stiamo discutendo come rendere il gruppo di lavoro una lista civica. E sarebbe bello che tra noi si creasse una rete”. Annamaria Sarzotti, altra promotrice, ha specificato: ”Volevamo vedere se c’era gente disposta a fare qualcosa per il paese, e mi piacerebbe che le donne fossero più protagoniste”.
Ha detto Giorgio Perino, molto attivo in questo gruppo e militante No Tav: ”A noi interessa rendere il mondo intorno leggermente migliore.
Credo che il movimento No Tav abbia insegnato a vedere tutto con occhi diversi, e Bussoleno ha tanto sole e bellissimi boschi.
Il punto di partenza è amare di più il paese, e magari arrivare a realizzare insieme un progetto, prima ancora che una lista per le elezioni ”. L’artista Daniela Baldo ha aggiunto: ”Qui non c’è manipolazione o secondi fini. A me piacerebbe guardare al paese come ad un posto bello da vivere. L’importante, come cittadini, è non fare come quella ranocchia, protagonista di una storiella, che finita in una pentola, con il fuoco acceso sotto, pian piano finisce per morire bollita.
E’ un rischio che oggi corriamo, viste le leggi ed i decreti che ci piovono addosso. Ci vuole proprio un colpo di reni, per uscire dalla pentola”. Bruno Nurisso, ferroviere e No Tav: ”Bussoleno dovrebbe fare di più per giovani ed anziani, invece sembra ci sia il coprifuoco”. Emanuela Pesando, funzionaria al comune di Susa: ”Spero che da questi incontri, oltre a qualche idea nuova, venga comunque fuori una lista davvero nuova per le elezioni, sullo stile di rispetto che ha animato il movimento No Tav”. Sarzotti ha ancora rimarcato: ”Storicamente ci siamo, se venisse fuori qualche disponibilità sarebbe importante, lo spazio c’è”.
C’è poi chi ha notato che malgrado le tante associazioni che si danno da fare, Bussoleno ”risulta un paese morto, poco coordinato”. Da Mattie, Maria Chiara Favro ha specificato: ”C’è il collante No Tav, poi devono venire fuori idee forti per il paese. Non pensavo alla politica, prima di entrare nel movimento. Adesso è ora di fare passi avanti”.
Ed i giovani? Chiamati in causa, hanno parlato Stefano Girardi e Davide Vercellino: ”Molti nostri coetanei non pensano a queste cose, ma occorre dare un segnale alle amministrazioni, che si barcamenano un po’ anonime, e l’energia biosostenibile sarebbe un tema concreto. Sarebbe poi utile bloccare il consumo edilizio del territorio, ristrutturare l’esistente contro i nuovi ghetti, e magari aprirsi ad esperienze come la filiera zero, dove la collaborazione tra comune e produttori aiuterebbe il potere d’acquisto delle famiglie, e dare vita a cooperative in questo senso…”.
Chiara Sasso, scrittrice militante, ha osservato di essere stata colpita in negativo dall’immagine di Bussoleno, con negozi chiusi e pochissima vita. ”So di piccoli comuni che fanno cose eccezionali, basta vedere su internet.
Il No Tav ha messo la gente sul gusto, adesso occorre recuperare i valori del movimento ed applicarli al paese. Stasera c’è già un primo risultato”.
Si è poi parlato del degrado che tocca i giovani. Secondo il professor Pierluigi Richetto, ”non c’è più il consultorio, non c’è assistenza infermieristica, e le frazioni sono abbandonate o sfruttate. Importante sarebbe coordinare le associazioni, di qua e di là della Dora, con nessuna abiura verso i partiti, ma aprendo alle singole persone.
A me preme che rinasca il paese, più che fare una lista. Soltanto, non vorrei si arrivasse all’ora X senza aver chiarito tante cose. Perciò si possono organizzare altri appuntamenti, altre serate: sui giovani, sulla sanità, su altro”.
Mariano Goitre ha lanciato anche un’idea pratica: ”Andiamo ad interrare i tubi dell’acquedotto che oggi sono esposti ai danni, facciamo qualcosa di concreto per il paese”.
Nicoletta Dosio, segretaria della locale sezione di Rifondazione comunista, in questo senso ha ricordato ”gli obblighi che la Smat ha ancora verso il paese, e che sono stati finora disattesi”. Al termine, soddisfazione sui volti dei partecipanti, tra i quali è stato fatto circolare un foglio per mettere in comune numeri e caselle e-mail.
”Ci ritroveremo presto”, è stato il saluto conclusivo di Domenico Bruno, Giorgio Perino e degli altri. Tra gli intervenuti, è stata notata l’assenza degli attuali amministratori comunali, se si eccettuano Luana Garofalo ed Emanuele D’Amico, consiglieri della maggioranza di centrosinistra in carica, e forse non soltanto anagraficamente vicini ai promotori dell’incontro. Bussoleno Provaci