Il piccolo, di origine ghanese, è morto nel torrente mentre giocava con alcuni amici. Inutili i tentativi di rianimarlo La vita di Mark Aidoo, 12 anni il prossimo luglio, di origini ghanesi, si è fermata venerdì pomeriggio tra le acque profonde e gelide del torrente Sangone. In una calda e soleggiata giornata, Mark con alcuni amici era sceso da Coazze, fino al vecchio stabilimento dell’ex jutificio De Fernex. Superando calcinacci e fasciumi, con un’amica e un amico, era arrivato fino in riva al torrente. Qui, la tragedia, la cui dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri: forse una scivolata da un masso o forse la deliberata scelta di fare un bagno in quelle acque. Sta di fatto che, da quelle acque, è uscito esanime. In quel punto, infatti, la corrente è fredda, profonda e vorticosa e il piccolo Mark si è trovato subito in difficoltà . Gli amici hanno tentato di aiutarlo, ma la corrente lo ha riportato nel suo punto pi๠profondo. Poi la chiamata ai soccorritori, l’arrivo dei Vigili del Fuoco, di sommozzatori, elicotteri. Il tentativo, estremo, di rianimarlo. Ma nulla. In breve la notizia ha fatto il giro di tutta Coazze, dove Mark abitava da qualche anno – proprio in centro – insieme a mamma, papà  e ad una sorella. Mark Aidoo L'elicottero dei Vigili del Fuoco sorvola il luogo dell'incidente Soccorrittori e carabinieri sul luogo della tragedia