“Quando martedì ho visto le ruspe entrare in azione non credevo ai miei occhi. Tutto il paese aspettava questo momento da decenni”. Dario Fracchia, sindaco di S.Ambrogio, non nasconde la sua soddisfazione per questo che, senza esitazioni, definisce un momento storico. Martedì 3 è iniziato l’abbattimento dei vecchi edifici, pericolanti e pericolosi, della ex Cava Valle, la cui attività estrattiva in quel di S.Ambrogio è cessata ormai da anni facendo però rimanere in piedi quelli che, col tempo, sono diventati dei veri e propri ecomostri. Tutto questo consentirà di cambiare volto a un’area che, in tutto, occupa circa 50 mila metri quadrati”, spiega Fracchia. “Qui la variante al piano regolatore, recentemente approvata, prevede un modesto intervento edilizio, con la realizzazione di un caseggiato con 6-7 alloggi, e la riqualificazione dell’intera zona che vedrà aree verdi, area camper, spazi attrezzati per attività fisico motorie all’aperto (arrampicata sportiva, mountain bike, percorsi con racchette da neve, piste ghiaccio temporanee, campi da calcetto tennis e simili)“. Ma non mancherà, nell’intenzione del Comune, uno sguardo al passato: “La cava, sorta intorno agli anni ’30, ha dato lavoro a tanta gente, ha attratto immigrati da varie zone d’Italia, ha creato reddito e benessere.
Per questo stiamo raccogliendo materiale storico e fotografico per recuperare la memoria di questo luogo e delle persone che ci hanno lavorato”. Proprio un santambrogese che oggi vive e lavora a Roma, Luigi Marchitelli, nel 1985, dedicò alcune pagine del suo libro “Sant’Ambrogio: un paese all’ombra della Sacra” alla Cava Valle, pubblicando alcune foto d’epoca dell’inizio lavori. “L’attività della cava – ricorda – iniziò in contemporanea alla costruzione della strada carrozzabile che sale alla Sacra di San Michele e probabilmente il pietrisco indispensabile per quell’opera venne estratto e lavorato qui”
Comunque sia, i colpi di ruspa di questi giorni servono a risanare le ferite della montagna che sovrasta S.Ambrogio. Oggi, delle cinque cave originarie, risulta attiva solo quella situata ad ovest, sul confine di Chiusa San Michele e solo per l’attività di frantoio in quanto da molti anni l’estrazione ai piedi della Sacra è proibita. E da qualche tempo è cessata anche l’attività del frantoio della ex Cava Sales, a ridosso del centro abitato. “Il recupero di tutte queste aree – aggiunge Fracchia – permetterà anche di raccordare la ciclostrada valle di Susa attraverso via Bertassi con i Parchi di Avigliana, rendendo fruibile, con aree verdi e attrezzature sportive, tutta la base del Monte Pirchiriano.
Da martedì “macerie e ruderi industriali iniziano a sparire e si cercherà di incenticare lo sviluppo del turismo leggero e alternativo, mettendo in rete il Castello, il laghetto dei camosci, la via ferrata, la possibilità di utilizzare treno e bici per raggiungere l’area”.
Un sogno che inizia a realizzarsi. la cava