Da Cesana, la giurista Lorenza Morello ci spiega cosa cambierà  Il 24 febbraio si è tenuta presso la Sala conferenze dell’Associazione Camis de Fonseca in Torino dalle ore 15 alle 19 una Tavola rotonda sulla mediazione finalizzata alla conciliazione. La conciliazione, in campo giuridico, è il procedimento attraverso cui un terzo aiuta le parti a comporre una lite.

Si dice giudiziale, quando il terzo è un giudice, di solito quello che è già  stato adito per decidere la controversia; stragiudiziale – quando è svolta al di fuori del giudizio, ed è riservata ad un conciliatore, ovvero un soggetto anche professionale, che funge da mediatore.
Dal 20 marzo di quest’anno sarà  introdotta in Italia una nuova figura giuridica: il mediatore civile.

In Italia ogni anno ci sono 200.000 procedimenti civili nuovi che non si riescono a smaltire e oltre 5.600.000 cause arretrate, vecchie di oltre trent’anni (dati forniti dal ministro Alfano). Il mediatore servirà  a velocizzare le cause inerenti ai seguenti settori: liti di condominio o a causa dell’eredita’, danni provocati dal medico o per le controversie in materia di contratti bancari, assicurativi e finanziari.

Per i primi 12 mesi il ricorso al mediatore sarà  facoltativa, mentre 2012 diventerà  un obbligo. Senza passare per la mediazione, quindi, non si potrà  ricorrere neanche al giudice.
A livello nazionale, uno dei principali promotori di questa novità  è la dottoressa Lorenza Morello, altovalsusina e cesanese doc, che era moderatrice della tavola rotonda: “La conciliazione è un punto focale della riforma del procedimento civile voluta dal ministro Alfano : spiega – in cui sono previste sia inedite forme processuali abbreviate, sia sanzioni per le parti che puntano solo a tirare in lungo con i processi.

Avere posto il tentativo di mediazione in materie come il condominio, i contratti bancari e finanziari, la colpa medica, obbligherà  parti, di solito assai riottose a cercare un accordo, almeno a sedersi attorno a un tavolo per individuare soluzioni possibili”.
Il ruolo chiave della conciliazione sarà  allora quello del mediatore. Che dovrà  essere preparato e credibile. Nello strumento della mediazione, prima di cercare lo scontro processuale, Lorenza Morello ci crede tantissimo, e si è messa in prima persona a portare avanti questa battaglia per i cittadini.

Ad esempio è tra i fondatori (unico socio donna) della società  di consulenza “Formamed”: una società  a responsabilità  limitata formata da notai, avvocati, docenti universitari, professionisti di diversa provenienza e specializzazione, esperti nel settore della mediazione e della conciliazione.
Inoltre, è presidente dell’associazione Apm (“Avvocati per la Mediazione”, che conta pi๠di 1600 iscritti su tutto il territorio nazionale). “Sarebbe opportuno pensare alla conciliazione non solo quale strumento per tagliare il contenzioso : aggiunge Morello – ma il vero debito pubblico della giustizia, il peso delle liti pendenti, non può essere ignorato a cuor leggero.

Del resto, l’impatto atteso non sarà  proprio irrilevante, visto che sulla base delle nuove regole circa un milione di cause all’anno saranno soggette al tentativo obbligatorio di conciliazione”. Descrizione dell'allegato