Se n’è andato dopo una breve malattia MOMPANTERO- Sembra impossibile che se ne sia andato. Per i suoi tanti amici, è semplicemente sceso un attimo dalla bici. Eppure bisogna accettare la dura realtà : Arturo Turbil se n’è andato per davvero, venerdì 9 luglio, dopo un ultimo ricovero in ospedale, a causa di una breve ma fatale malattia. Classe 1924, nativo di Exilles, aderì giovanissimo alle formazioni della Resistenza, divenendo parte integrante della divisione partigiana di Giustizia e Libertà  “Stellina”, sotto il comando di Aldo Laghi, il “liberatore di Susa”, al secolo Giulio Bolaffi. Dopo la guerra, lavorò in ferrovia e quindi costruì la sua famiglia, stabilendosi a Susa. C’era tanta gente lunedì 12, nel pomeriggio, prima presso la parrocchia di Sant’Evasio, per il rito funebre, celebrato da don Piardi, e poi per accompagnare Arturo all’ultima dimora, al cimitero di Mompantero, dove infine ha raggiunto la sua sposa. Tanti amici, qualcuno anche partigiano, si sono stretti attorno alla figlia Laura, all’amatissima nipote Vanessa ed agli altri parenti. Il sindaco Piera Favro ha avuto modo di esprimere la sua grande gratitudine ad Arturo, che tanti anni fa, in piazza Bolaffi, vicino al municipio, aveva dato vita ad uno splendido Museo della Resistenza, dove aveva raccolto tante testimonianze di vario genere, frutto di un suo personale, meticoloso ed appassionato lavoro di ricerca. Era lui stesso l’anima del museo, e spesso aveva fatto da cicerone ai visitatori, in particolare ai giovani, ai ragazzi delle scuole.
Ma Arturo aveva tante altre qualità  e punti di forza. Intanto, lo sport. Innamorato del ciclismo, da giovane aveva pedalato da ciclista dilettante a livelli piuttosto buoni, frequentando nelle gare anche campioni di peso come il “Cit” Defilippis e Balmamion. E con la bici è stato un rapporto, profondo, intenso, che è durato praticamente tutta la vita. Anche negli ultimi tempi, aveva macinato ancora chilometri e chilometri, come sempre. Il suo amore per la vita della montagna e le tradizioni piemontesi, Arturo, poi, lo aveva espresso anche con il canto. Colonna portante del coro della locale sezione Anpi, tra gli anni settanta e gli ottanta, in quest’ultimo scorcio della sua esistenza aveva preso parte, ovviamente con entusiasmo e dedizione, anche al progetto degli “Amici del canto Piemontese” di Mompantero, gruppo caratterizzato da un repertorio di canti sorprendenti quanto assai poco conosciuti. Arturo Turbil è stato un compagno affidabile, buono e generoso, un padre amoroso ed insostituibile, un nonno come non ce ne sono pià¹, ed un amico ideale per tante persone, sempre presente con il suo contributo di intelligenza, in uno stile moderato ma sempre determinato. Il comune, pochi anni fa, gli aveva donato un quaderno da riempire con le sue memorie. E lui aveva già  scritto su parecchie di quelle pagine. Ma una cosa è sicura, riguardo Arturo: Il suo ricordo, il suo esempio, la sua amicizia, resisteranno (è proprio la parola giusta) per sempre.
Giorgio Brezzo Arturo Turbil