Grazie al gruppo Abele di don Ciotti “Ci sono luoghi dove convergono molte strade. Non animate vie cittadine, o autostrade su cui sfrecciano migliaia di automobili, ma percorsi più sotterranei: di senso e di vita. La Certosa Gruppo Abele è uno di questi luoghi.

Quasi dimenticata dalle strade segnate sulle mappe, ma raggiunta e abitata per secoli dall’intreccio di mille vicende. Per quasi 500 anni questo stupendo complesso nei boschi sopra Avigliana è stato un’oasi di silenzio, contemplazione e preghiera.

Un autentico ponte fra terra e cielo, come deve averlo immaginato chi, affacciandosi per la prima volta nella conca quasi sospesa sulla valle e i suoi laghi, decise di costruire proprio qui il monastero”.

Sono parole, queste, di don Luigi Ciotti, anima e fondatore del Gruppo Abele.

Chi, meglio di lui, fautore della rinascita della Certosa della Mortera, poteva spiegare il senso del lungo e tortuoso cammino di recupero dell’antico convento.

“E’ per conservare questa dimensione di spiritualità e sacralità – afferma – per tenere aperto il suo antico dialogo con la natura e le aspirazioni più profonde dell’animo umano, che tanti anni fa il Gruppo Abele ha scelto di “adottare” questa struttura.

A.Z. un'immagine della Certosa della Mortera