Era una figura storica della lotta partigiana in Val Susa BRUZOLO – E’ scomparsa nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 febbraio Ernestina Cugno, storica figura della resistenza in valle di Susa. Nata a Bruzolo 89 anni fa (avrebbe raggiunto quota 90 ad ottobre), Ernestina Cugno è cresciuta e ha vissuto per tutta la vita in questo paese. Figlia di antifascisti, ha sperimentato gli anni del fascismo prima, dell’occupazione militare e della Resistenza poi, con il coprifuoco, i rastrellamenti e i bombardamenti.
Ernestina Cugno partecipò alla Resistenza come staffetta partigiana, fin da giovanissima. Scrive Francesco Richetto sul sito notav.info: “Non amava le descrizioni eroiche e quasi bisognava forzarla per farsi raccontare quando, insieme al fratello, si recò a Torino per liberare i suoi compagni arrestati dalle SS”.

Ferito in combattimento,il partigiano Rinaldo venne fatto prigioniero e portato all’ospedale Molinette, nel capoluogo piemontese. La notizia corse veloce e i partigiani si organizzarono. “Bisognava fare presto – raccontava Ernestina – perché poteva essere portato in carcere e a quel punto le speranze di liberarlo sarebbero state minime”. Partì quindi una squadra dalla valle, dove era presente anche il fratello di Ernestina. Lei si inserì nel gruppo. Il piano era rischioso. I partigiani entrarono nell’ospedale, senza destare sospetti.

Ernestina passò nella centrale delle comunicazioni, con freddezza e con la sua pistola a due colpi che portava invisibile nella giarrettiera immobilizzò i tedeschi di guardia, troncò i cavi del centralino telefonico e attese. I suoi compagni raggiunsero la stanza piantonata, recuperando il prigioniero, che però era solo ma insieme ad altri due partigiani feriti.

I tre vengono portati fuori con la complicità (non troppo volontaria) di un conducente di ambulanze e trasportati in auto fino alle porte della città. Scattò l’allarme scatta ma ormai era tardi, il gruppo riuscì a oltrepassare i posti di blocco passando la notte in un fossato, al sicuro nei campi della periferia di Torino.

Qui il gruppo si divise, e a Ernestina toccò il difficile compito di portare i feriti nell’ospedale partigiano delle valli di Lanzo, in quota, lontano dai rastrellamenti.
.Da quel momento iniziò per lei l’impegno come infermiera partigiana, svolto con grande capacità al punto che dalle valli di Lanzo giunse la richiesta di poterla trattenere per tale compito.
Dopo la Liberazione, Ernestina Cugno non mancò mai Ernestina agli appuntamenti che ricordano la Resistenza. Così come, ricorda ancora Francesco Richetto “non è mai mancata ai cortei No Tav”.
I funerali di Ernestina Cugno si svolgono oggi pomeriggio, giovedì 9 febbraio, a Bruzolo

b.a. Ernestina Cugno