L’incendio a Bruzolo la notte di Capodanno La notte di Capodanno, una mezzanotte di fuoco ha ridotto in cenere 600 quintali di fieno in una azienda agricola di Bruzolo: all’improvviso, sono divampate le fiamme in un capannone di Via Susa dove erano riparati mezzi agricoli e 150 balle di fieno da quattro quintali l’una.

Imprecisate le cause del fuoco: una delle ipotesi – per via dell’ora dell’incendio – è che un botto di capodanno o un fuoco d’artificio sia finito nel capannone, ma non vi è alcuna certezza. Di certo, tutto è iniziato verso l’una di notte. Racconta Franco Borgis, titolare dell’azienda agricola, che “dopo mezzanotte era tutto tranquillo e così sono andato a dormire.

All’una meno un quarto siamo stati svegliati da una signora di passaggio, che ci ha avvisati che stava andando a fuoco il capannone dove c’è il fieno. D’istinto siamo corsi immediatamente a prendere gli estintori, ma ci hanno subito detto che non sarebbero serviti perché ormai le fiamme erano troppo alte per essere domate”.

Infatti, il capannone si trova dall’altra parte della strada rispetto all’abitazione, in mezzo a un prato: pertanto dalla casa si avvertiva il bagliore ma non si capiva l’entità  del fuoco, che purtroppo è subito stata chiara per i proprietari andando poco pi๠avanti. Le fiamme già  avvolgevano il perimetro dell’intera catasta di 150 rotoballe, propagatesi in fretta per via dell’erba ormai molto secca. Sono così stati chiamati i pompieri, giunti in forze con squadre da Susa, Borgone e Almese con motofari per illuminare la zona e diverse autobotti: l’incendio del fieno è infatti uno dei pi๠difficili da domare, poiché tende a riaccendersi anche se si è spenta la fiamma.

Per agevolare le operazioni di spegnimento si è subito iniziato a portare fuori le balle per spargerle sul campo davanti e poterle bagnare con gli idranti dei vigili, in modo da spegnerlo man mano. Nel frattempo diverse persone di Bruzolo erano già  accorse per prestare soccorso: “un grande aiuto è venuto dall’azienda agricola Cibrario, che ha adoperato i trattori con i forconi per sgombrare il capannone, lavorando insieme all’impresario Diego Schiari che è venuto con il suo miniescavatore”. Nel frattempo la nipote di Borgis, Simona Favro dell’omonima azienda di escavazioni, ha portato da Susa un escavatore gommato, con il quale si è accelerato il lavoro di sgombero del capannone.

Si è andati avanti così sino al mattino, spostando e bagnando il fieno. I vigili del fuoco una volta finita l’acqua delle autobotti hanno iniziato a rifornirle con acqua prelevata tramite una motopompa dal fosso grande di Bruzolo, che scorre dietro il capannone. Verso di esso gli agricoltori avevano appositamente indirizzato le bealere del paese attive in questo periodo invernale. Il danno è consistente. “Il fieno è andato completamente perso. Siamo riusciti a mettere in salvo il trattore : spiega Borgis : ma un rimorchio, diverse attrezzature agricole e macchinari sono stati molto danneggiati dall’intenso calore, che ha anche fatto fondere le grondaie del tetto a parecchi metri di distanza”. Ancora per tutto il giorno successivo, il fumo si è levato dal fieno sparso nel campo.

Si temono anche deterioramenti alla struttura del capannone, probabilmente danneggiato dall’intenso calore accumulatosi nella parte alta: le finestre ad esempio sono esplose per le alte temperature. Un inizio d’anno che nessuno si sarebbe mai aspettato, insomma. Dall’azienda agricola Borgis viene un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno concorso a evitare danni ancora maggiori, da chi ha avvertito del fuoco nel capannone, ai vigili del fuoco, a Diego Schiari, ai Cibrario e all’azienda Favro escavazioni.

A.B. Il capannone di via Susa