Il sindaco ha anche riferito sulla Gestind Il consiglio comunale si è riunito a Bruzolo lo scorso lunedì 13 dicembre. Tra i punti all’ordine del giorno, il bilancio, con l’ultima variazione possibile prima della chiusura dell’anno solare (circa 60.000 euro). Di questi, 30.000 euro sono di aumento del costo del depuratore (una voce che il comune riscuote dai cittadini e deve pagare a Smat, che gestisce la struttura di valle a Rosta), il cui costo quasi raddoppia.

Gran parte degli altri fondi vanno a piccole voci di spesa. Di questi, 2.500 euro sono per l’acquisto di un nuovo gonfalone: l’attuale ha circa 50 anni ed è sbiadito, ma verrà  conservato perché cucito a mano. Su domanda di Calcagno, il sindaco ha risposto che la spesa sarà  sicuramente pi๠bassa, ma la stima è prudenziale. Altri 3500 euro sono per la macchina spargisale installata sul camion comunale, 2000 per le associazioni.

3.000 per manutenzione immobili e 7.000 per le strade. Con questi soldi “si rifarà  l’asfalto dopo il potenziamento della condotta delle acque bianche all’innesto tra via Frassinere, Piazza XX Settembre e Via Carlo Emanuele. Il tubo raccoglie l’acqua della Comba sopra al cimitero, ma in quel punto forma un imbuto che impedisce il deflusso” ha spiegato Richiero. Il consiglio ha poi varato un organo di valutazione della macchina comunale ed ha proseguito con una minivariante al Piano Regolatore.

Si trasforma la zona a est di Via Umberto I (che si estendeva fin quasi alla bealera dei mulini e comprendeva l’area industriale Roatta e parte dell’area Mollardera), dalla classe IIIB2 alla Classe IIA.

Significa che in alcune parti ora sono rimossi i vincoli all’edificazione e si potranno fare modifiche agli edifici esistenti. Il sindaco ha ricordato che le zone tra queste due aree sono a destinazione agricola e perciò non edificabili. Finora erano vincolate per una valutazione di prudenza della Regione sulla pericolosità  del Pissaglio, ma si è ritenuto di poter ridurre un po’ la fascia di rispetto, in base alle valutazioni del geologo Fontan.

“Via Umberto I è inoltre un argine naturale” ha spiegato il sindaco, perchè la strada è alcuni metri pi๠alta dei prati a ovest (che restano vincolati). Dall’altra parte del paese, restano pure vincolate la zona Favro, Case Bianche e Cotti, per i possibili afflussi di acqua dai valloni. “Sulla base di questo atto, potremo poi pensare al nuovo Piano Regolatore” ha affermato il sindaco Richiero.

Il consiglio ha poi analizzato la concessione quinquennale del campo tennis-calcetto. Diversamente da prima, quando il Comune incassava il 40% proventi e pagava il 50% dei consumi e anche la manutenzione era mista (“procedura complicata e difficile da praticare”), il Comune ora farà  pagare un canone di 2000 euro e comunque si accollerà  le spese di rifacimento del tappeto (prevista tra un anno circa, al costo di 15.000 euro).

Analogamente, per la palestra, oggetto del punto successivo, il Comune rende il gestore responsabile della struttura (con la supervisione del comune). In questo caso i costi di riscaldamento sono molto alti (10-12.000 euro) e pertanto il Comune non se ne farà  pi๠carico, ma erogherà  un contributo all’associazione di 6.000 euro.

La minoranza con Calcagno ha chiesto alcuni chiarimenti e il sindaco ha spiegato che le strutture sono sempre disponibili in alcuni giorni per chi ne fa richiesta (il campetto al sabato), le altre associazioni di Bruzolo hanno il 50% di riduzione dell’affitto (perché ci sono comunque costi fissi da pagare) e quando il comune ne ha necessità  lo può riservare.

Il vicesindaco Paolo Miletto ha spiegato le motivazioni per cui le associazioni si assumono l’onere della gestione e che si cerca sempre di mediare nella convenzione tra le loro esigenze e quelle di altri possibili fruitori.

Inoltre “le nostre linee guida sono di promuovere prima l’attività  dei ragazzi e dopo degli adulti che possono pagare e prima delle associazioni locali e poi esterne”. La palestra, inoltre, a giugno, luglio e agosto è in disponibilità  del comune. La durata della concessione è sperimentale, limitata a un anno e prorogabile di sei mesi.

In coda al consiglio le comunicazioni del sindaco, che ha parlato di “una grave situazione allo stabilimento Gestind. La proprietà  dice che ha 34 esuberi, otto dei quali hanno già  concordato l’uscita incentivata. Ne rimangono 26: la proprietà  ha proposto di mantenerne sei e licenziare venti dipendenti.

Non vuole pi๠accedere a casse integrazioni in deroga o altri ammortamenti sociali. La vertenza c’è ed è pesante. In tutte le fabbriche la crisi sta purtroppo alimentando guerre dei poveri. In settimana si sentiranno le aziende vicine per vedere se sono possibili re-impieghi. Le RSU avranno un incontro il 21 in Regione. Uno dei momenti delle manifestazioni alla Gerstind