speciale Paesi – 2012 In età romana c’era un insediamento sparso ed esistevano alcune Villae ed alcuni centri di culto a Foresto, le ville erano grandi fattorie in campagna di proprietà di ricchi cittadini romani; schiavi e contadini coltivavano pezzi di terra dando una parte di raccolto al proprietario. Fin dalle sue origini il borgo deve essersi sviluppato su entrambe le rive del fiume, a destra il borgo vecchio o borgo chiuso a sinistra il borgo d’oltre Dora o borgo della paglia. L’antico ponte che collegava le due parti del paese sorgeva nello stesso luogo dell’attuale, ricostruito alla fine del secolo scorso. Il borgo è ricordato come Buceleti nel diploma del 1001 con cui l’imperatore Ottone III conferma ad Olderico Manfredi l’autorità su un terzo della valle e come Bozeletum nell’atto di fondazione dell’Abbazia di San Giusto di Susa del 1029. Nel secolo XI Bussoleno assume la struttura “a ponte”. Il territorio di Bussoleno ed il Borgo facevano parte di un feudo i cui vassalli erano legati dal patto di vassallaggio con i Savoia. Il Castello degli Allais e Castel Borello erano le fortificazioni tipiche del periodo medievale. Il più antico atto notarile di confine è del 6 agosto 1212 e segna il termine di confine tra Bussoleno e San Giorio (masso erratico “Petra Gori”).
Nel 1304 si stabiliscono i confini con Mattie e nel 1337 con Chianocco.
Verso il 1300 Bussoleno inizia ad avere una propria identità come area di mercato e verso fine secolo le case sulla sponda destra, vicine al ponte e alla chiesa parrocchiale, vengono cintate da mura, formando il “Burgus clausus”. Esso comprendeva: la chiesa a sud-est e il Castello Allais, una casaforte (domus fortis). La casaforte era una normale casa di abitazione munita di mezzi di difesa adatti a proteggerla da assalti improvvisi di ladroni e sbandati. Essa comprendeva, stalle, fienili, il forno, la colombaia, la casa colonica con un ala per gli ospiti. Di solito era costruita in pietra quasi inattacabile dal fuoco. Il Borgo era un quadrilatero protetto da tre lati da un fossato e a nord dalla difesa naturale della Ripa Durie. Si passava sulla sponda sinistra del fiume attraverso la Porta Pontis Durie e si entrava nel Borgo della Paglia. Altre porte erano la Porta inferior o di Piemonte a est, Porta superior o di Francia a ovest.
Sulla via Francigena, l’attuale Via Walter Fontan, si ergevano le case più pregiate come Casa Aschieri su due piani e Casa Amprimo. Nel Borgo si trovavano pozzi, il forno e due mulini da grano e da olio (di noce). Nel 1400 il Borgo si sviluppò in modo modesto perché le trasformazioni maggiori si ebbero nell’età della Restaurazione (1815) e a seguire. Lo sviluppo della ferrovia e il successivo insediarsi delle industrie, provocarono una profonda trasformazione del tessuto sociale del paese, che nel giro di pochi anni vide il raddoppio della popolazione residente e l’affiancarsi al tradizionale ceto agricolo e commerciale di una importante componente operaia. Dalle borgate più alte e dai paesi vicini scesero a Bussoleno numerose famiglie che, abbandonata un’agricoltura di pura sussistenza, trovarono nuovi sbocchi lavorativi nella ferrovia e nella nascente industria. Verso la fine 1800, l’agricoltura di Bussoleno era ancora di sussistenza. Facevano eccezione il raccolto dell’uva e delle castagne. Il mercato francese aumentò le domande di uve e il mercato internazionale quella delle castagne, dei marroni e del legno di castagno.

per altre informazioni vi rimandiamo al sito del comune: www.comune.bussoleno.to.it panorama bussoleno - foto C.R.