Visita pastorale e incontro con la popolazione CHIUSA DI SAN MICHELE – Si è conclusa domenica 18 marzo la visita pastorale del Vescovo presso la parrocchia di Chiusa, la seconda in un calendario diocesano che precederà per tutto il 2012 e il 2013. Per la Chiesa, la visita pastorale è «un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace» (Pastores gregis, 46): con tale segno il Vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge che gli è stato affidato . E’ con questo spirito di figliolanza, accoglienza e fede che la Comunità di Chiusa di San Michele ha vissuto la visita pastorale di Mons. Alfonso Badini Confalonieri svoltasi da domenica 11 a domenica 18 marzo.
La visita ha avuto inizio con le confessioni e la funzione domenicale animata dall’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi): il Pastore si è complimentato per la presenza numerosa di bambini e giovani, invitandoli a partecipare ogni domenica con lo stesso entusiasmo alla messa. Più tardi nella Sala della Comunità una settantina di persone hanno partecipato al pranzo comunitario con il Vescovo, seguito nel pomeriggio dall’adorazione eucaristica.

Nell’arco della settimana si sono svolti gli incontri con le diverse realtà parrocchiali: la corale “Aurelio Sestero”, l’Azione Cattolica, tre incontri riguardanti il catechismo (per i ragazzi, i genitori e le catechiste), il Consiglio Pastorale e il Consiglio per gli Affari Economici della parrocchia, il gruppo dei Pensionati, la Caritas, il Centro Italiano Femminile e i bambini e gli educatori dell’ACR.

La visita non è rimasta chiusa fra le mura della parrocchia. Al contrario, il Vescovo ha voluto immergersi nella realtà più significative della vita quotidiana degli abitanti di Chiusa di San Michele: martedì ha portato il suo saluto ai bambini e alle maestre della Scuola Materna e della Scuola Primaria, mercoledì ha incontrato i dirigenti e le maestranze della ditta “Savio”. Sabato mattina, presso il Salone Polivalente, appuntamento prima con gli amministratori comunali, poi con i direttivi delle tante associazioni presenti alla Chiusa.

In questi tempi, in cui talvolta ci si sente soli e inadeguati di fronte alle difficoltà concrete, l’attenzione che il Vescovo ha dedicato alla realtà civile e sociale deve essere un invito alla collaborazione per costruire quel Bene Comune che la Gaudium et Spes (costituzione apostolica del Concilio Vaticano II) definisce « l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono, tanto ai gruppi, quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente».
Il Vescovo è inoltre entrato “nelle case e nelle vite” di molti abitanti: innanzitutto gli ammalati, a cui ha portato conforto e preghiera; le famiglie, che durante la settimana l’hanno ospitato per il pranzo o per la cena, con le quali si è intrattenuto con conversazioni semplici, ma costruttive allo stesso tempo.

Particolarmente significativo è stato l’incontro, promosso dal Centro Italiano Femminile e dalla Caritas, con le famiglie di immigrati presenti a Chiusa (di origine albanese, rumena, senegalese, marocchina): la loro presenza numerosa ed entusiasta, come sempre negli eventi che vengono organizzati per loro, è un segno di riconoscenza per l’accoglienza loro riservata e la conferma della loro volontà di sentirsi parte viva della comunità.
Domenica 18 marzo si è tenuta la Messa conclusiva con la comunità, le autorità, le associazioni e i gruppi locali; durante l’omelia il Vescovo ha ringraziato per il dono della settimana trascorsa insieme, esprimendo soddisfazione per aver trovato una realtà propositiva e coesa: “una bella comunità, viva e accogliente dove sono attive e ben rappresentate in tante associazioni le fasce giovanili”. Proprio partendo dai giovani, “speranza della Chiesa”, come stimolo per il futuro il Vescovo ha invitato i parrocchiani a pregare per le persone in difficoltà, ad avere una Fede sempre maggiore, capace di coinvolgere tutti coloro che abitano nel paese. Mons. Badini Confalonieri ha infine sollecitato tutti alla preghiera perché a Chiusa nascano vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie.
Tra i ricordi più preziosi rimane per tutti i parrocchiani, la possibilità dell’incontro personale, le confessioni, il dialogo diretto con il Vescovo che, come Padre Buono, ha saputo ascoltare gioie e preoccupazioni e consigliare i suoi figli.

A.B. Il vescovo con le associazioni di Chiusa San Michele ed il sindaco Usseglio