Finanziati dalla Compagnia San Paolo COAZZE – Lavori in corso all’Ossario dei Caduti di Forno di Coazze, necessari a causa dell’umidità e delle infiltrazioni d’acqua che da tempo minacciavano il cimitero di guerra costruito nel 1945 e dove sono sepolti 98 partigiani. Intervento reso possibile grazie al finanziamento di 10mila euro concesso direttamente al Comune dalla Compagnia San Paolo, su interessamento dell’on. Piero Fassino, presidente del Comitato dell’Ossario.

Finanziamento che, in realtà, copre solo una parte della spesa di un più ampio progetto di risanamento del Sacrario, redatto dal geometra e consigliere comunale Pier Luigi Dovis, ma sufficiente a provvedere alle incombenze più urgenti. “Quando siamo partiti con il progetto della Finestra sulla Resistenza – spiega il sindaco Paolo Allais – ci siamo resi conto dello stato di degrado in cui versava l’Ossario e ci siamo rivolti a Fassino, che ha promesso il suo interessamento. Così è stato e non possiamo che ringraziarlo”. I lavori sono iniziati quindici giorni fa e termineranno a fine mese, per mano della Farmer Srl, impresa locale. “E’ stata smontata la gradinata della cappella per poter sottomurare la circonferenza ed evitare così il contatto diretto del muro della cappella stessa con il terreno – spiega Dovis – creando al contempo un cavedio aerato. In questo modo si risolve il problema dell’umidità di risalita. Inoltre è stata costruita un’altra condotta per l’acqua e verrà ripassato il tetto in guaina catramata, per il quale si spera un giorno di poterla sostituire con il rame. Su iniziativa della ditta Farmer è stata risistemata anche la gradinata dell’originario accesso all’Ossario, ossia dal sentiero che dal cimitero di Forno costeggia il Rio Prialli. Ci stiamo inoltre interessando per ripassare i nomi delle lapidi molti dei quali sono ormai sbiaditi. Altro lavoro necessario sarebbe il rifacimento dell’impianto elettrico all’interno”. Un monumento importante e unico, quello dell’Ossario di Forno, che si anima in occasione delle due annuali commemorazioni, a maggio e novembre. “Un monumento che al di là di questi due giorni andrebbe curato di più – riprende il sindaco Allais – grazie a volontari, come per tanti anni hanno fatto Giovanni Ostorero e la moglie. Ma sarebbe anche giusto e doveroso che le giovani generazioni se ne prendessero carico, considerando anche che sul nostro territorio c’è l’Anpi. Il rischio, altrimenti, è che luoghi come questi vadano persi”. Si avvicina intanto la data della prima commemorazione dell’anno, in programma domenica 13 maggio, in occasione della quale verrà inaugurata ufficialmente la Finestra sulla Resistenza.

Anita Zolfini