Lo denuncia il coordinatore dell’As.I.A. Pompeo Pastore. Il sindaco risponde: “L’Atc interverrà  con 70 mila euro. A presto nuovi alloggi popolari”. In un centro storico negli anni sempre pi๠riqualificato permane una criticità  forse poco nota, quella delle case popolari di via Martiri della libertà . Criticità  data soprattutto dal malfunzionamento degli scarichi che richiedono, una volta al mese, uno spurgo a carico del comune, con conseguente sperpero di denaro pubblico.

Causata probabilmente dal fatto che i tubi sono stati collocati senza la necessaria pendenza. Nonché la presenza di umidità  negli alloggi che ospitano ventinove famiglie, ben visibile anche all’esterno dell’edificio dove molti intonaci si sgretolano.

Problemi comprensibili per un edificio storico come questo se non fosse che era stato oggetto di lavori di ristrutturazione nel periodo 2000- 2002, con tanto di certificato di collaudo nel 2003 e di abitabilità  a inizio 2004 e assegnazione degli alloggi a partire dal luglio 2003.

Molto critico il Coordinatore di sede dell’Associazione Inquilini Assegnatari (AS.I.A.) Pompeo Pastore, che per vent’anni, dal 1979 al 2000, ha avuto il suo ufficio proprio nello stabile di via Martiri che ospitava all’epoca svariate associazioni. “Ho lavorato lì con regolare contratto di affitto :spiega- prima di essere cacciato per i lavori. All’epoca non era però umido com’è oggi. Quello che vediamo adesso è opera della mano dell’uomo.

Stanno marcendo cose e persone. La colpa nasce orfana, e si assiste sempre allo “scarica barile”. Ho così verificato in comune, chiedendo la documentazione dal 1990 al 2010. Ho potuto appurare che la storia è iniziata nella legislatura Bellicardi 1995-99, allorquando il comune rilevava la proprietà  del palazzo dalla Provincia con un bellissimo studio per il recupero, poi divenuto un bel progetto, e con la Regione che metteva i soldi.

Faceva seguito la gara di appalto, ed i lavori, terminati sotto la giunta Plano, che li aveva ereditati dalla precedente. Durante l’esecuzione delle opere, in consiglio c’erano anche alcuni rappresentanti dell’attuale maggioranza.

Trattandosi di atti pubblici :aggiunge- non è neanche difficile risalire ai nomi dei responsabili che hanno progettato e realizzato il restauro, peccato che alla fine non ne risponderà  nessuno. Ci sono due reati in un colpo solo: il locatore è tenuto a garantire il bene locato, recita il codice civile, ed il sindaco a tutelare la salute dei cittadini.

Finalmente ci sono stati i sopralluoghi, dopo che per mesi e anni ci eravamo sentiti dire che era tutto a posto. Adesso abbiamo la certificazione che è tutto uno schifo, rilasciata dall’ASL TO3, che per ben tre volte si è recata sul posto per verificare. Potrei fare un esposto a Guariniello, ma non mi interessa una guerra legale, mi interessa risolvere il problema. Gli alloggi che ospitano 29 famiglie, vanno prima risanati, e poi rioccupati“.

L’attuale sindaco Gemma Amprino commenta: “Sono andata alcune volte a verificare lo stato dell’immobile :dichiara-, una di queste con l’assessore Follis, e ho appurato con l’ufficio tecnico la regolarità  dello stesso.

Successivamente ho tenuto presente le criticità , e ho segnalato al vicepresidente ATC Buronzo che c’era una situazione su cui occorreva intervenire. L’immobile è del comune, ma esiste una convenzione con l’ATC, precedente al mio mandato di sindaco, che affidava a questo ente la gestione degli alloggi e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il vicepresidente Buronzo ha ribadito la disponibilità  ad intervenire, su indicazione delle opere necessarie da parte dell’amministrazione, con un budget di circa 70mila euro. L’amministrazione ha ritenuto pi๠urgente il problema degli scarichi e ha trasmesso, tramite l’ufficio tecnico, questa indicazione all’ATC lo scorso dicembre 2009. Siamo in attesa della risposta.

Siamo dispiaciuti per queste criticità . Abbiamo in mente l’intervento, riuscito, alle case in edilizia popolare di Santa Maria Maggiore, e riteniamo cosa buona recuperare stabili storici in cattive condizioni senza consumo di suolo. Sempre con l’ATC, è partito anche un progetto per recuperare un vecchio edificio in via Palazzo di Città  nel quale realizzare una quindicina di alloggi sempre di edilizia popolare“.

Davide Ribella Il palazzo della Provincia oggetto della discussione Pompeo Pastore dell’As.I.A.