Operazione degli agenti fauna e flora della Provincia.Da alcune settimane riposava tra le ville del Borgovecchio. BARDONECCHIA – Da alcune settimane, dopo le grandi nevicate di dicembre, a Bardonecchia, tra le case della zona di via San Giorgio, si aggirava uno splendido esemplare di cervo adulto, del peso di circa 150 Kilogrammi e di età presunta intorno ai 14 anni. Subito soprannominato ”Gücia” (”ago” in piemontese) per il suo splendido palco di corna aguzze, il cervo aveva trovato tra le case della parte alta del Borgo Vecchio di Bardonecchia una serie di comodi rifugi (in garage, scantinati e cortili) e cibo sicuro, diventando una vera e propria attrattiva per residenti e villeggianti, alcuni dei quali lo hanno rifocillato con frutta ed ortaggi. Per il resto, il cervo sapeva cavarsela benissimo, alimentandosi con rami, foglie e germogli di edera, piante ornamentali e sempreverdi.
Un animale di 150 Kilogrammi con le corna molto affilate costituiva però un pericolo per le persone: sia per via delle corna stesse, sia perché, se spaventato, può scalciare, procurando gravi ferite a chi lo avvicina.
Per questo motivo, nei giorni scorsi gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia di Torino sono intervenuti per immobilizzare l’animale e trasportarlo in un luogo più consono.
Un primo tentativo di narcotizzare il cervo con siringhe sparate da appositi fucili non è riuscito. Si è resa pertanto necessaria una lunga, delicata e complicata operazione di cattura con l’ausilio di reti a caduta. Dopo alcune ore di paziente lavoro, il personale della Provincia (coadiuvato dai veterinari dell’Asl TO3, dal personale del Comprensorio Alpino TO2 e del Comune di Bardonecchia e da alcuni appassionati naturalisti della zona) è riuscito ad immobilizzare l’animale, a segare il palco di corna (che avrebbe comunque deposto nelle prossime settimane, come avviene ogni anno) per introdurlo nell’apposita cassa, utilizzata per il trasporto.
Il cervo è stato successivamente liberato in un’area nei pressi di Chateau Beaulard, dove vivono e si riproducono normalmente cervi, caprioli e camosci.
Sergio Bisacca, vicepresidente della Provincia di Torino e assessore alla Tutela della Fauna e della Flora, sottolinea: ”In casi di questo genere, consigliamo di avvisare gli agenti faunistici della Provincia o il personale comunale, soprattutto quando gli esemplari possono costituire un pericolo per le persone.
Sul tema dell’opportunità di cibare sistematicamente gli animali selvatici in montagna ci rimettiamo al parere dei più autorevoli esperti in materia, con in quali abbiamo un costante rapporto di collaborazione. Essi ritengono si tratti di operazioni perlopiù sconsigliabili, in quanto alterano equilibri naturali assai delicati”. Scarica il file cliccando su questo link