I problemi di gestione dell’impianto visti dall’interno E’ così la pista olimpica di bob a Cesana Pariol la sera di venerdì 18 gennaio è stata chiusa. Sono venuti gli addetti da Torino a ricevere le consegne e a prendere le chiavi.

Tutti quelli che lavoravano agli uffici, alla manutenzione, agli altri servizi, (mi hanno detto, in tutto, circa una quindicina di persone) sono stati mandati a casa. Un impianto costato 80 milioni di euro :alcuni dicono 120 milioni- viene dismesso.
Ho fatto la volontaria alla pista di bob solo in questa stagione 2010-2011, per la Coppa Europa, per i Campionati italiani, per i Mondiali di slittino e per la Coppa del Mondo di bob e skeleton fino al 6 febbraio. (alle Olimpiadi e Paralimpiadi ero al Sestriere per le gare di sci).

Ho lavorato al Race Office e per la prima volta sono venuta direttamente a conoscenza di uno sport e di una realtà  che ignoravo. Non sono residente qui, anche se ci vengo da vent’anni, ho avuto come “paga” per il mio lavoro una giacca a vento, non ho alcun interesse personale, ma sono veramente dispiaciuta e soprattutto allibita da questa decisione che per me è assurda, anche se era paventata da tempo.

Credo che molti cesanesi – e anche il sindaco Colomb , che si sta veramente dando da fare per far sì che l’attività  della pista riprenda- siano d’accordo con me: la pista innanzitutto porta al paese un indiscutibile vantaggio economico. A novembre (la stagione sciistica doveva ancora iniziare) c’erano gli alberghi pieni di atleti, allenatori e tecnici. Persino dalle Suore di Mons. Rosaz c’era tutto il team dei Polacchi, nei negozi c’era la coda come in alta stagione…Per non parlare di queste ultime gare: oltre alle squadre, sono venuti anche i tifosi, tantissimi dall’estero: da Sansicario a Sestriere non si trovava pi๠un posto nemmeno nei bed-and-breakfast.

Dicono che chiudono la pista perché “costa toppo”. OK. Certo, per carità , le spese per la manutenzione del ghiaccio e della pista sono alte, e ci sono diverse persone che ci lavorano, ma con una buona programmazione, una campagna pubblicitaria capillare e ben studiata e con tanta lungimiranza ci possono essere degli introiti di decine e anche centinaia di migliaia di euro.
E, quando ci sono le gare, gli sponsor, le Tv ecc portano altri soldi…

Certo che se si “naviga a vista”, se solo a inizio novembre (come già  successo nel 2010) si sa che la pista riaprirà  ma non si sa per quanto, se, come quest’anno, con il ghiaccio ormai fatto e la pista già  preparata in modo ottimale per le gare, si rifiutano le prenotazioni per allenamenti e taxi-bob dal 6 febbraio in poi, “perchè la pista chiude”, mentre almeno per un altro mese e mezzo, se non di pià¹, la pista poteva essere benissimo utilizzata (e quindi rendere economicamente!) senza grandi spese, è chiaro che la pista “costa”, eccome!

Nell’articolo di giovedì 17 febbraio su “La Valsusa” c’è scritto “per il servizio (di sicurezza) spendiamo 15.000 euro al mese” a pista chiusa. Se, secondo buon senso, invece di chiuderla, continuavano a farla funzionare, e a far lavorare chi c’era già , la pista avrebbe reso almeno altrettanto!! Senza contare le innegabili ricadute positive sul turismo della zona.

Quanti sanno che, quando non ci sono nè gare nè allenamenti di gara, ci sono ogni settimana gli allenamenti delle squadre di oltre 20 nazioni che si alternano e arrivano da tutto il mondo? E non arrivano solo le squadre di Gran Bretagna, Olanda, e altri paesi sprovvisti di piste di bob, ma anche quelle della Germania e dei paesi dell’arco alpino.

Questi allenamenti sono ovviamente a pagamento, e una squadra nazionale con slittini, skeleton, e bob paga migliaia di euro per allenarsi. In un mese, e ancora di pi๠in una intera stagione si raggiungono cifre considerevoli. Oltretutto questa è una pista eccezionale: non solo Zoeggler la considera splendida, ma anche molti stranieri mi hanno addirittura detto che è “la pi๠bella e pi๠tecnica del mondo!”.

Per gli atleti la qualità  della pista ovviamente importantissima. Gli allenamenti vengono prenotati anche da un anno all’altro, quindi è ovvio che il fatto di non sapere se la pista sarà  aperta o no, incide in molto molto negativo sul numero delle prenotazioni.
Se una squadra non può programmare con sicurezza, è logico che preferisca andare da un’altra parte ad allenarsi.

Mentre si stavano svolgendo le gare di coppa del Mondo ci sono state ancora continue richieste per allenamenti anche per febbraio, dopo le gare, e per marzo. Richieste che non sono state soddisfatte perchè “la pista chiude”.
A queste entrate, si sarebbero potute aggiungere quelle del Taxi bob (80 euro a persona, 240 euro ogni discesa, anche se c’è da sottrarre il pagamento del bobbista che guida).

Durante questi quindici giorni consecutivi di gare ricevevamo 15 o 20 telefonate al giorno per prenotare per le discese di gruppi di persone in taxi-bob.
Naturalmente, dato che la pista chiudeva, queste richieste non hanno avuto seguito. Ho potuto sentire personalmente persone che insistevano, che volevano prenotarsi insieme ad altri amici per venire a Cesana “appena la pista riapriva”…

Quindi, dato che la pista non ha pi๠funzionato dopo il 6 febbraio, a dir poco sono state “perse” almeno 200 discese… e i relativi incassi… Proviamo a moltiplicare 240 euro x 200: è comunque una bella cifra, anche se ci son da togliere le spese!! Il taxi bob funziona dopo le 17, quando gli allenamenti sono finiti…quindi questa cifra si può sommare a quella precedente, quella degli allenamenti.

Ma la gente sa per quanti giorni hanno invece fatto funzionare il taxi bob quest’anno? Dieci giorni!!!! (cliccare sul sito http://www.parcolimpicotorino.it per controllare) e sempre tutto esaurito! E questo nonostante la pubblicità  sia stata praticamente inesistente.

Ma la pista adesso ha chiuso. Il 7 marzo faranno una riunione a Torino per decidere definitivamente sul futuro della pista: questa riunione non potevano farla e pensarci prima di chiuderla?
Intanto chi ha lavorato lì per anni : e io, agli uffici, ho avuto la fortuna di conoscere quattro persone veramente straordinarie: Stefano, Cristina, Daniele e Luca che da anni sono lì, sovente per quattordici-quindici ore filate al giorno, competenti, gentili, sempre disponibili ed entusiasti, che fanno di tutto per coordinare e far funzionare al meglio questa struttura : adesso è a casa, in un momento di crisi come questo.

Oltretutto c’è un patrimonio di abilità , competenze, conoscenze pratiche (pensiamo agli “uomini del ghiaccio”) anche molto specifiche, acquisite con anni di esperienza e di gestione di un impianto sportivo così particolare, che andranno vanificate e sprecate, se la pista non riaprirà ..

Carla Scorza Nella foto di Pietro Giovannella, molto significativa, i cancelli chiusi all’impianto olimpico di bob