I tre anni pi๠difficili per la scuola in un dibattito a S.Ambrogio S.AMBROGIO – Un centinaio i partecipanti (tra studenti, insegnanti, genitori) giovedì 21 ottobre in sala consiliare, allo scambio di opinioni sulla “riforma” della scuola targata Gelmini. Tra gli intervenuti l’assessore provinciale all’istruzione Umberto D’Ottavio, Igor Piotto della Cgil torinese e Alessandro Barge, ricercatore della Facoltà  di Farmacia. Tutti concordi cercare di capire come contrastare una “riforma” che riduce i fondi per l’istruzione, ma non si interroga sui sacrifici che mettono a rischio la qualità  della scuola pubblica.

Una “riforma” che attua provvedimenti di severità  e rigidità  (con un aumento delle bocciature) ma non mira ad una scuola efficiente per una formazione rivolta al futuro del nostro paese. Il piano predisposto ha inoltre un’applicazione triennale che, iniziata lo scorso anno, é destinata a peggiorare nell’anno in corso e nel prossimo.

Problemi riscontrati anche dalle amministrazioni comunali e sovracomunali, come affermato sia dal sindaco Dario Fracchia che dall’assessore all’istruzione Antonella Falchero, e ancora dal presidente della Comunità  Montana Sandro Plano: “I nostri enti subiscono grossi tagli; così ci vediamo costretti a ridurre i servizi e non riusciamo a far fronte a competenze che riguarderebbero lo Stato”.

Sul piano locale il dirigente scolastico santambrogese, Claudia Rolando, ha illustrato le difficoltà  dell’Istituto Comprensivo: organico insufficiente a coprire appieno il tempo scuola, incertezza sulla possibilità  di offrire la lingua inglese a tutte le classi, richieste dei genitori che non hanno potuto essere soddisfatte appieno, deficit del personale ausiliario e dei collaboratori scolastici. “L’unica via – ha concluso – è quella di chiedere un contributo ai genitori, ingiusto, ma necessario”.

Erika Raimondo Bimbi a scuola a Sant'Ambrogio