L’amministrazione del sindaco Arsenio Fauro aveva in progrmma di farne, forse, un parco pubblico, e l’aveva aqcuistata al costo di un milione di lire. Ed ora? SUSA – Correva l’anno 1970: ”Per un caso fortuito, vidi il bando di un’asta pubblica per l’immobile dell’ex polveriera presidiaria in località Brunetta. Ne parlai con l’allora sindaco, commendator Arsenio Favro, il quale fece bloccare l’asta chiedendo il diritto di prelazione come ente pubblico -spiega Sirio Roberto Follis, all’epoca capo dell’ufficio tecnico del comune-. Si trattava di un’area di 6474 metri quadrati, su cui insistevano tre fabbricati di cui due fatiscenti. Già del demanio militare, poi trasferita al patrimonio del demanio civile, in quanto non più utilizzata per esigenze militari. Si addivenne a trattativa privata -spiega Follis-, con il prezzo determinato dall’ufficio tecnico erariale in lire un milione. Sul finire del 1970 fu stipulato l’atto d’acquisto che prevedeva una clausola -ed eccoci al perché di questo articolo-. Il Comune si impegnava in base ad essa a destinare l’area per pubblici servizi entro dieci anni dalla stipula del contratto e a mantenere questa destinazione d’uso per almeno un ventennio. In caso di inadempienze era prevista la possibilità di retrocessione del bene, come si evince dal verbale di deliberazione del Consiglio comunale del 22 settembre 1970”. Cosa si è fatto da allora? ”Mi risulta che quei propositi siano rimasti lettera morta -prosegue Follis-. Unico utilizzo che ricordo è stato quello per i fuochi artificiali della Pro Susa per un breve lasso di tempo. La ventilata ipotesi di farne un parco pubblico è passata nel dimenticatoio, salvo essere rispolverata per breve periodo nel 1997 / 98 dall’allora sindaco Germano Bellicardi, consapevole di questo stato di cose. Per accedere all’area, non di facile fruizione, era stata ipotizzata una suggestiva scaletta nella viva roccia partendo da P.za della Repubblica.
Purtroppo il progetto non ebbe seguito per obiettive difficoltà di accesso e mancanza di un’adeguata copertura finanziaria e poi definitivamente accantonato dalle successive amministrazioni. Unici lavori svolti quelli di recinzione e delimitazione dell’area”, come conferma l’attuale capoufficio tecnico Valerio Menone. Veniamo al ricordo che ne serba l’ex sindaco Germano Bellicardi, durante il cui mandato si svolsero quei lavori: ”Si tratta di un’area che non si presta a facili soluzioni -spiega-. Il problema è quello della via d’accesso, esclusivamente dalla parte della Brunetta. Tuttavia spiaceva rinunciare ad una possibilità. L’intento era quello di ricavare uno spazio pubblico tipo giardino con testimonianze militari, poi la cosa rimase ferma. Un mezzo meccanico di risalita non era giustificato anche se sarebbe stato molto bello, dalla ex polveriera sovrastante Piazza della Repubblica si gode infatti un’ottima vista della città”. Si tornerà a parlare di questo sito molto poco conosciuto della città o tornerà nell’oblio per altri quarant’anni? Al momento non risultano in cantiere progetti di riqualificazione. Scarica il file cliccando su questo link