Venerdì 14 incontro a Roma tra i ministri dei trasporti di Italia e Francia Torino-Lione in affanno. L’Europa aveva chiesto a Italia e Francia di trovare l’intesa sul finanziamento dell’opera entro dicembre.

Cosa che puntualmente non è successa e i due paesi, prima delle feste , hanno chiesto a Bruxelles pi๠tempo. Così domani. venerdì 14 a Roma il ministro dei Trasporti italiano, Altero Matteoli, incontrerà  la collega d’oltralpe, Nathalie Kosciusko Morizet. Il tempo stringe e il rischio di perdere anche solo una parte dei 671 milioni assegnati alla Torino-Lione dall’Unione europea, è tutt’altro che sventato.

Secondo autorevoli indiscrezioni l’accordo economico prevederà  anche una sorta di modulazione dei lotti dell’opera, che non partirà  nè sarà  finanziata tutta insieme.

L’accordo una volta raggiunto dovrà  essere firmato dai ministri (o dai presidenti come avvenne nel 2001 e poi nel 2004) e infine ratificato da entrambi i parlamenti. Le ipotesi di ripartizione dei costi in esame – attualmente il 63% è in carico all’Italia e il 37% alla Francia : sono sempre due. La prima prevede una divisione al 50% tra i due Stati, l’altra addolcisce la pillola ai francesi, allungando di una trentina di chilometri la tratta comune sul loro territorio – sul modello di quanto è già  avvenuto sul lato italiano dividedo a quel punto i costi a metà .

Poi c’è la questione dell’apertura dei cantieri per il tunnel della Maddalena a Chiomonte entro marzo, su cui Parigi e Bruxelles. Approvato il progetto in via definitiva e finanziati i lavori, ora i tempi tecnici, e anche quelli climatici, fanno pensare a un avvio a ridosso della primavera, ma certo non sarà  un’operazione facile visto che il fronte no tav in valle di Susa si sta oganizzando per contrastrare l’avvio del cantiere.

Intanto sono almeno una trentina gli attivisti No Tav iscritti, per il momento, nel registro degli indagati della procura di Torino per la baita-presidio costruita a La Maddalena di Chiomonte, in Valle di Susa. Nell’elenco presto figurerà  anche il nome del comico Beppe Grillo, la cui iscrizione, secondo quanto si e’ appreso in ambienti giudiziari, non e’ ancora stata formalizzata.

Per quasi tutte le persone interessate (Beppe Grillo compreso) si procedera’ per il reato di violazione di sigilli. La baita e’ sorta in un’area in cui e’ in programma lo scavo di un tunnel geognostico per la linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione.

La costruzione e’ considerata abusiva e, per questo motivo, la procura ne ha disposto il sequestro. I sigilli, pero’, non hanno fermato l’opera dei No Tav. Beppe Grillo, che in piu’ occasioni ha manifestato il suo sostegno al movimento, lo scorso 6 dicembre era salito a La Maddalena e aveva partecipato alla costruzione imbracciando un seghetto: cosi’ era scattata la denuncia da parte dei carabinieri. I militari hanno preso provvedimenti analoghi per le persone che, nel corso delle settimane, sono entrate nella baita. Il reato di natura edilizia e’ contestato ai primi quattro costruttori. Treni sulla linea ferroviaria Torino-Bardonecchia