Polemiche nell’Osservatorio: Rfi non presenta il progetto GENNAIO 2011. L’indicazione è perentoria. All’inizio dell’anno nuovo il cantiere del cunicolo esplorativo della Maddalena di Chiomonte deve partire ed essere operativo, pena la perdita dei finanziamenti sulla costruzione della Torino-Lione, sia quelli concessi sia quelli ancora da assegnare. E in vista della scadenza ci sarebbero stati, nei giorni scorsi, alcuni sopralluoghi per esaminare la cosiddetta… logistica. Il problema, per i promotori dell’opera, ancora una volta, è quello di garantire l’ordine pubblico. Il cantiere di Chiomonte si annuncia piuttosto … caldo anche se sarà  aperto in pieno inverno. Questura e Prefettura stanno studiando come affrontare la questione, quanti agenti inviare, quali posti bloccare. E il “generale inverno”, in tal senso, faciliterebbe di molto il compito. Tutto sembra in qualche modo preventivato: proteste, possibili blocchi al traffico sull’autostrada e alla ferrovia. Mentre, dal punto di vista dei lavori sembra quasi scontato che questi vengano assegnati alla Cmc, la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che, nel 2005, si era aggiudicata il cantiere di Venaus poi sospeso per le proteste. C’è chi è pronto a giurare che sarebbe già  stato individuato il cavillo che consentirebbe di assegnare alla Cmc la galleria della Maddalena, con il ricorso alla trattativa privata prevista dalla Legge Obiettivo e una rivalutazione dei prezzi tale da compensare il mancato avvio, cinque anni fa, del cantiere di Venaus. Proprio in vista dell’avvio dei lavori e dopo il tavolo politico di Palazzo Chigi che dovrebbe riunirsi a settembre, la Prefettura starebbe per mettere in calendario, in autunno, una serie di incontri con gli amministratori locali. Obiettivo: attenuare le manifestazioni di dissenso e garantire la praticabilità  del campo alla ruspe e alle talpe della Cmc.
Intanto, martedì 27 si è riunito l’Osservatorio Tecnico presieduto da Mario Virano. Con una conferma: sulla tratta nazionale (da Chiusa S.Michele a Orbassano e poi fino a Settimo) si continua a brancolare nel buio. Il motivo é semplice: Rfi (cioè le Ferrovie) non ha alcuna intenzione, al momento, di tirare le carte fuori dal cassetto e di mostrare il progetto all’Osservatorio. A dirlo senza tanti giri di parole sarebbe stato il progettista di Rfi Galliano Ballarani. Un atteggiamento che avrebbe creato parecchi malumori (c’è chi si è chiesto dove vada a finire il ruolo di “governance” dell’Osservatorio se viene negata la possibilità  di esaminare i progetti) e che, tra le conseguenze, avrebbe anche quella di determinare un ritardo nella convocazione della Conferenza dei Servizi che, teoricamente, per la parte internazionale sarebbe già  potuta decollare (ma l’orientamento sarebbe quello di convocare un’unica conferenza dei servizi sulle due tratte). Il progetto preliminare da St.Jean de Maurienne a Chiusa S.Michele, infatti, è già  stato visto dall’Osservatorio e presentato in Cig. Quello nazionale no. Così Virano avrebbe caldamente invitato i rappresentanti di Rfi a rendere pubblico, quanto prima, il progetto anche per illustrare seriamente la questione dei costi e poter riaprire, in questo modo, un tavolo negoziale con la controparte francese.
La telenovela Tav continuerà  dopo l’estate. Con la riunione dell’Osservatorio alla fine di agosto.
Bruno Andolfatto Tunnel Chiomonte