Distrutta una stalla dove ogni primavera salgono circa 300 capi di bestiame. “Un grave danno”, commenta il primo cittadino coazzese Le nevicate, che continuano a cadere abbondanti anche in Val Sangone, non provocano solo disagi alla circolazione in pianura, ma mantengono molto alto il rischio valanghe in montagna. Particolarmente colpita in questo senso è stata la valle del Sellery, sopra Forno di Coazze, dove, nei giorni tra il 19 dicembre e il 25 dicembre, in base al monitoraggio di autorità e Vigili del Fuoco e segnalazioni di escursionisti, si sono staccate numerose slavine di varie proporzioni dalla Punta del Lago (mt. 2535, a nord del Colle della Roussa). Una di queste ha colpito in pieno l’alpeggio del Sellery Superiore, distruggendone completamente il tetto. Salve le mura perimetrali e la limitrofa casa dove avviene la produzione del rinomato formaggio ”cevrin”. Paiono scarsi i danni alla poco distante casa dei guardaparco, dove è stata registrata la rottura di un mancorrente e qualche infisso. Difficile stabilire l’ordine di grandezza della slavina a causa delle ulteriori nevicate che ne hanno coperto le tracce: dai rilevamenti fatti in loco da alcuni esperti escursionisti del Cai Coazze e dai Vigili del Fuoco, che hanno raggiunto il Sellery Superiore (1760 mt) con sci e pelli di foca ”è come se la valanga fosse arrivata dal basso e, come una grande mano, abbia scoperchiato l’alpeggio” spiegano. Scartata l’ipotesi del crollo strutturale a causa del peso della neve – che, prima delle ulteriori nevicate di questi primi giorni di gennaio, in alcuni punti toccava i 3 metri e mezzo – come dimostrano le foto scattate: tondini di ferro presenti nei pilastri piegati su un lato e lamiere dei cornicioni ritorte su se stesse. Supervisione fatta anche dall’alto, domenica 4 gennaio, con il volo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco, sul quale sono saliti anche il sindaco Allais, e gli assessori Aldo Lisanti e Andrea Giai Via. Grave danno per il Comune di Coazze, proprietario dell’alpeggio, e per alcuni allevatori produttori del ”cevrin” che ogni anno portano a monte il proprio bestiame, 300 capi tra mucche e capre: ”una stima che verosimilmente si aggira sui 150 mila euro per la sola ricostruzione del tetto – afferma preoccupato il sindaco di Coazze Paolo Allais – da farsi entro marzo, per permettere la monticazione degli animali. Ciò vuol dire che dobbiamo riuscire a creare un varco, appena cessate le nevicate, per poter salire a monte con gli automezzi. Al momento la strada è bloccata”. Allarme che si fa più critico se si pensa all’importanza della valle del Sellery per Coazze ”che, non dimentichiamo, è la culla del cevrin e per questo è inserita nei Piani di Sviluppo Rurale”. Danni, sì al comune, proprietario dell’alpeggio, ma anche per la neonata Associazione Temporanea di Impresa (ATI) formatasi nel 2008 dall’unione di Alfonso Versino, Maria, Giancarlo e Roberto Lussiana, che al Sellery Superiore portano le loro bestie. ”Ho già scritto alla Protezione Civile provinciale e regionale – continua il primo cittadino – e contattato l’assessore regionale alla montagna, Bruna Sibille, per mettersi una mano al cuore e una al portafoglio. Il comune, purtroppo, non dispone di fondi per la ricostruzione dell’alpeggio. E se non arriviamo in tempo significa stagione saltata e ulteriore danno economico”. La supervisione aerea e dal basso ha rilevato, si diceva, nello stesso vallone numerose slavine: la più vasta ha interessato la parte orografica sinistra (a livello della ”Louja Scura”), che ha travolto la vegetazione ma non la vicina – e da poco ristrutturata – Palazzina Sertorio. Gli accertamenti aerei del 4 gennaio, inoltre, non hanno evidenziato problemi all’alpeggio del Sellery Inferiore, completamente coperto dalla neve. Stalla sellery