La proposta dai medici dell’ospedale di Briançon: “Susa deve temere Rivoli, collaboriamo insieme per prendere finanziamenti europei” SUSA – Un “gemellaggio” per diventare più forti e contrastare i tagli che le Regioni stanno effettuando in Italia come in Francia, a favore degli ospedali più grandi. E’ questo l’appello che i medici italiani che lavorano all’ospedale di Briançon fanno nei confronti dell’ospedale di Susa.

L’obiettivo è quello di realizzare progetti insieme, facendo diventare un elemento di debolezza (la lontananza dai centri cittadini e periferica) un punto di forza, puntando sulla posizione di frontiera e soprattutto legata alle valli alpine. Puntando sui fondi europei Alcotra, per permettere di incamerare risorse economiche a vantaggio sia di Susa che di Briançon.

Lo spunto arriva proprio dal chirurgo Tommaso Tardelli, che lavora in Francia dopo aver operato per 14 anni negli ospedali di Susa e Rivoli: “Dobbiamo superare le rivalità del passato, dove spesso l’ospedale di Briançon veniva visto come un pericolo per Susa – afferma – in questi ultimi anni, in tanti si stanno invece rendendo conto che Susa non deve temere noi, che siamo in Francia, ma soprattutto Rivoli, che la sta indebolendo. La stessa cosa sta avvenendo da noi, con l’ospedale di Gap. Le Regioni tendono ad accentrare i servizi ospedalieri nei centri più grandi, a scapito dei presidi sanitari di montagna”. Per questo è ora di unirsi e iniziare a lavorare insieme, anche perché fra pochi mesi, dal 2013, entra in vigore la direttiva Ue sulla libera circolazione dei pazienti: i cittadini potranno curarsi liberamente anche in Stati diversi da quello di residenza.

Se una persona deciderà di curarsi in Francia, sarà il sistema sanitario del proprio Paese di residenza a coprire le spese relative, ad esempio, al viaggio e all’alloggio, alle visite mediche e specialistiche, al ricovero, all’acquisto di farmaci e dispositivi medici. Una vera e propria rivoluzione, che può diventare un punto di forza per Susa: “Come ospedali di frontiera, possiamo trarre vantaggio da questa novità – dice Tardelli – attirando finanziamenti europei. Lo stanno già facendo a Cerdagne, con una collaborazione tra Francia e Spagna” . Già un anno fa si tentò una strada simile, si parlava di un progetto da ben 500mila euro, che prevedeva una rete informatica in comune tra Briançon e Susa, con la condivisone della cartella clinica dei pazienti. Ma poi tutto fu bloccato, forse per pressioni di alcuni amministratori locali.

Il 9 novembre, si terrà un nuovo incontro tra le autorità italiane e quelle francesi, per riaprire il caso. Intanto, proprio a Briançon si sta sviluppando la chirurgia mini-invasiva. Tardelli ha appena compiuto un intervento di chirurgia utilizzando delle telecamere dentro l’addome, si rinuncia a tagli profondi e cicatrici, con enormi vantaggi post-operatori, meno giorni di ricovero e meno dolore. Si può effettuare con problemi al colon, cisti, calcoli al fegato ed ernie, così come in alcune urgenze. E garantisce un risparmio dei tempi per la ripresa dell’attività sportiva. Un servizio simile viene fatto anche all’ospedale di Rivoli. L'ospedale di Susa