Bilancio delle vacanze di Natale nella zona centrale della città SUSA- Vacanze di Natale nel centro storico, quelle appena trascorse dopo la tanto attesa riapertura di piazza Savoia: Paradiso o Inferno? O, magari, si è vissuta una sorta di fase di passaggio, come un piccolo Purgatorio? Lo abbiamo chiesto ad alcuni commercianti della zona. A cominciare da Elena Favro, dell’omonima panetteria, una delle due aziende di famiglia dove si produce la famosa focaccia segusina, quella della ricetta segreta… ”Festività commercialmente piuttosto al di sotto delle aspettative- afferma la signora Favro Marras- la crisi c’è e si fa sentire…Molti ricorrono al discount, l’abbiamo visto dai panettoni, che hanno fatto registrare un vistoso calo nelle vendite. La terza fornitura, che in passato finiva più rapidamente, non l’abbiamo smaltita. Con l’apertura della piazza non è cambiato molto, direi che i problemi che affliggono le famiglie sono altri. Comunque, il più grande dei mali per noi è stato il trasferimento del mercato da qui in piazza d’Armi…Era una vetrina ed un’occasione, oggi è un ricordo”. Molto critico Enzo Miscioscia, dell’erboristeria di via Francesco Rolando: ”Il centro storico è stato penalizzato da questa amministrazione…Il passaggio è diminuito, e nelle vacanze di Natale si è lavorato poco. Chiarisco: pochissimo per tutto il mese di dicembre, con un’impennata finale, negli ultimi giorni prima di Natale. La sopravvivenza è stata garantita da quelle entrate, però il resto è desolante. La nuova piazza Savoia non mi esalta, avrei desiderato un numero maggiore di parcheggi, e se devo essere pignolo, trovo scomode le panchine senza schienale. Per via Rolando, invoco invece il rifacimento della pavimentazione. Così com’è, è pericolosa, perché non è stata realizzata a regola d’arte.
Sono addolorato e rattristato nel vedere la gente scivolare e farsi male, specialmente gli anziani. E’ ora di pensare alla sicurezza, più che all’estetica. Più in generale, il trasferimento del mercato è stato per noi una rovina. Tra le cose buone, segnalerei invece l’apertura della gelateria in piazza san Giusto. Grazie a questi ragazzi, anche a Susa, come nelle città turistiche più importanti, si potrà sostare in un locale di qualità, sotto un monumento storico dell’anno mille come il campanile della Cattedrale”.
Emilio Bellando, titolare di un negozio di calzature, teme l’apertura di un altro cantiere: ”La sicurezza innanzi tutto, certo, ma rifare la pavimentazione di via Rolando vuol dire per noi smettere di lavorare per tempi più o meno lunghi, e già così si lavora poco”. Silvana Cribari, titolare del piccolo ristorante-pizzeria al fondo della via, porta una nota positiva: ”Sotto Natale ho lavorato più dell’anno scorso, ma certamente è sempre più difficile prevedere gli afflussi del pubblico.
Il locale si riempie quando meno te lo aspetti. A Capodanno, infatti, non avendo prenotazioni, ho tenuto chiuso. Se però la gente non trova un parcheggio vicino, si ferma al primo posto che vede sulla strada, e qui è dunque improbabile che arrivi…”. Molto critico è Marco Canavoso, farmacista in piazza Trento, più volte assessore alla cultura ”dinamica” negli anni settanta-ottanta: ”Parliamo della nuova piazza: prescindendo dalle qualità artistiche, peraltro piuttosto banali, la viabilità ripristinata è scomoda, c’è una rotonda che quasi non si vede ma che in caso di neve può risultare pericolosa per chi transita, ed i parcheggi sono stati sacrificati per una scelta che discuto, in favore di reperti archeologici che ritengo di scarso valore. Per il commercio, è presto per dire se la riapertura porterà vantaggi, la verità è che lo spostamento del mercato ha danneggiato molto, e la soluzione attuale, in piazza d’Armi, è di bassa qualità: è stato dimenticato il valore storico e culturale della presenza delle bancarelle nella loro sede originaria… Il centro storico di Susa è infatti apprezzabile, ma non ha quella valenza ed importanza tali da svuotarlo di questo tipo di attività commerciale. Insomma, non siamo a San Gimignano. Per questo, senza parcheggio, la nuova piazza, questa sorta di brutta cartolina da Posillipo con elementi che stridono fra loro, non potrà avere grande incidenza sul commercio della zona. Come farmacisti, avevamo chiesto agevolazioni di parcheggio offrendo in cambio servizi al cittadino…
Aspettiamo ancora adesso una risposta concreta. Per il resto, parlando di rilancio della zona, non vedo soluzioni soddisfacenti, a parte qualche iniezione di fiducia come ad esempio l’apertura dei cantieri Tav, con buona pace di quelli che sono contro”. E veniamo alla novità di Natale, l’apertura della ”Botega del Gelatè”, in piazza San Giusto: ”Dopo otto anni di attività in Toscana- affermano Gianluca Curtino e Stefania Jannon, titolari del nuovo locale, sito dove anni fa sono state ospitate libreria e legatoria- abbiamo toccato con mano che i centri storici sono davvero il cuore di un paese. Da qui la nostra scommessa su Susa. Così, superato un certo scetticismo iniziale, un anno fa, abbiamo cominciato a costruire questo progetto, il cui obiettivo è quello di offrire un servizio tutto l’anno, estate ed inverno, utilizzando anche le ore serali, e che ha necessitato un grande sforzo a livello d’investimento.
La nostra specialità è costituita dalla produzione di gelati artigianali, che speriamo si affermi come caratteristica segusina, in modo da convogliare in questa zona visitatori e turisti in numero sempre crescente. Nella bella stagione lanceremo anche il dehor, che speriamo piaccia, visto che l’abbiamo pensato parecchio”.
Uno spiraglio di speranza, in una zona che qualcuno ha definito ”degradata”, ”dimenticata” e ”penalizzata”. Molto positivi anche i primi commenti degli avventori, come questo: ”Finalmente, a Susa, hanno aperto quel locale che mancava”. Piazza Savoia