Martedì è stata la giornata della tappa Cuneo-Pinerolo, attraversata tutta la valle di Susa Avrà  pure cento anni, ma fila ancora come una spia. E’ il Giro d’Italia, appena sfrecciato martedì 19 sulle strade delle Valli di Susa e Sangone, regalando un’iniezione di entusiasmo in rosa, ma senza emozionare particolarmente gli sportivi, specialmente quelli desiderosi di assistere ad imprese eroiche. Mancava da quattro anni, dalla famosa tappa del Colle delle Finestre, caratterizzata da quel tratto semi-sterrato approntato appositamente per l’edizione del 2005. Ed il passaggio è stato un regalo inatteso, vista l’indisponibilità  del tratto auspicato in territorio francese. La giornata della Cuneo-Pinerolo, tappa peraltro carica di storia, resa mitica dall’impresa della lunga fuga del campionissimo Fausto Coppi nel ’49, è stata una vera festa sportiva per tutti i valsusini e valsangonesi, assiepati sulle strade nostrane, dalla Colletta di Cumiana allo “strappo” di Ferrera Moncenisio, fino allo scollinamento del Sestriere. Protagonisti della giornata, pi๠che i corridori, tutti piuttosto rilassati, sono stati i tifosi. Qui, come sempre, se ne sono viste di tutti i colori: anziani in rosa, paciosi attivisti No Tav avvolti nelle bandiere della protesta, ma attenti pi๠che altro al barbecue ed a non perdersi il rapidissimo sfilare della corsa, bambini delle scuole con cappellini colorati, e naturalmente tanti sportivi veri, che fin dalle prime luci del mattino sono andati abbarbicandosi sulle varie asperità  locali in bici, per poi rilassarsi ed aspettare Di Luca e gli altri. Già , Di Luca. Lui, la maglia rosa, è stato l’eroe di giornata, amministrando dapprima saggiamente la corsa, per poi piazzare l’unghiata vincente, lanciandosi come un proiettile a pedali sul rettilineo pinerolese che schiudeva il traguardo. Prima, però, a scuotere la calma assolata della gara, ci aveva provato anche Stefano Garzelli, un Giro al suo attivo, protagonista di una lunga ed applaudita fuga: è stato infine ripreso, ma il segnale di una ritrovata voglia d’alta classifica lo aveva ormai dato. Grandi applausi ed incitamenti anche per Lance Armstrong, l’uomo bionico a stelle e strisce dal cuore d’acciaio e dalla preparazione scientifica: con sette Tour nel carnet, la sua pedalata si fa sempre ammirare. Si è snodato così, anche in Valle, il piccolo riassunto di cento anni di storia, di emozioni e di grande sport italiano. E le valli ci sono state e ci sono sempre. Anche se non per la Rai, che ne ha oscurato paesi e panoramiche televisive. Sì, d’accordo. Nessun paese della Valle ospitava un arrivo o una partenza. D’altra parte, chi potrebbe coprire o sponsorizzare le spese organizzative, data la crisi? Così, niente riprese, a parte Sestriere e poco altro. Valli ribelli? Eppure non è questo il corridoio dove vogliono passare tutti? Susa (Foto Aloisio)