Caloroso saluto al fondatore del Sermig sabato 17 luglio Da sabato 17 luglio scorso Sangano è ufficialmente “paese della pace”. A decretarlo è stato il fondatore e guida del Sermig Ernesto Olivero, intervenuto presso la sala polivalente Agorà , il quale ha anche svelato al folto pubblico presente uno dei tre cartelloni stradali che riportano la dicitura “paese della pace” e che saranno posti all’ingresso del comune dalle sue tre vie di accesso (da Trana, Bruino e Villarbasse).
I tre cartelloni sono stati acquistati dall’Amministrazione comunale che, per bocca del sindaco Adriano Montanaro, si è detta orgogliosa di potere ospitare ben due sedi del Sermig sul proprio territorio, di cui una accolta all’interno di un immobile di proprietà  dell’ente locale (quella di via Bert, aperta lo scorso anno e già  entrata in piena funzione). A testimonianza dell’affetto dell’intero Consiglio Comunale nei confronti dei propri volontari, erano presenti anche due dei tre capigruppo di Opposizione: Giorgio Dominici e Antonio Cavallaro, mentre il vicesindaco Agnese Ugues fa sapere che i cartelloni saranno messi in posizione entro pochi giorni. L’importante evento ha anche fornito al coordinatore del Sermig locale Aldo Cavallo l’occasione per tracciare un bilancio di oltre un decennio d’indefesso lavoro al servizio degli altri. Migliaia di chili di farmaci e vestiario sono stati inviati in diversi Paesi del mondo: Haiti (di cui, passata l’iniziale onda emotiva subito dopo il terremoto dello scorso gennaio, nessuno pare pi๠ricordarsi), Romania, Armenia, soltanto per citarne alcuni. I volontari sanganesi hanno inoltre collaborato attivamente alla progettazione e realizzazione di importanti prototipi in grado di alleviare le condizioni di vita degli abitanti di alcune fra le pi๠martoriate regioni del pianeta: pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, macchine da cucire adattate per renderle pi๠facilmente gestibili da soggetti con gravi disabilità  e l’ormai famosa stufa a “pirolisi” che, una volta perfezionata, dovrebbe fornire calore a basso costo e senza la produzione di fumi inquinanti. “Ogni giorno, nel mondo, circa centomila persone muoiono di fame. Ciò significa che una città  come Torino sparirebbe in una decina di giorni; eppure molti Paesi opulenti (ma pure moltissimi Paesi in miseria) preferiscono spendere miliardi di dollari per costruire e mantenere armi nucleari in grado di distruggere l’intero pianeta, piuttosto che combattere seriamente la fame, impresa che economicamente costerebbe anche meno” ha detto Ernesto Olivero, elogiando il lavoro dei volontari di Sangano. Da circa un mese è inoltre attivo un servizio di distribuzione del vestiario anche agli abitanti in difficoltà  della zona (immigrati e non), perché, come ha detto Rinaldo Canalis del Sermig di Cumiana: “La nostra porta non deve essere né chiusa né socchiusa, bensì spalancata per chiunque abbia bisogno del nostro aiuto”, nella convinzione di dovere “svolgere bene il Bene”, uno dei motti pi๠amati dal fondatore dell’Arsenale della pace Olivero, il quale, in conclusione, ha ricevuto da alcuni bimbi di Sangano (60 dei quali hanno visitato in questi giorni la struttura torinese, grazie all’interessamento di Magda Morelli) alcuni pensieri sulla pace, scritti sulle bandiere di tutto il mondo.
Alberto Tessa Ernesto Olivero a Sangano