Avviato l’iter per il triennio 2011-13 del Piano di Zona dei servizi sociali del distretto L’iter per il nuovo Piano di Zona per i servizi sociali del distretto di Giaveno dell’ASL TO 3, valido per il triennio 2011-2013, è da pochi mesi stato avviato ma la Val Sangone ancora una volta sta dimostrando di saper fare le cose presto e bene in questo settore.

Lo ha riconosciuto anche l’assessore provinciale alle politiche di cittadinanza e sociali, Maria Giuseppina Pugliesi, intervenuta alla riunione del tavolo politico istituzionale del piano tenutasi il 27 gennaio a Giaveno. All’incontro presso Villa Favorita, erano presenti i rappresentanti dei sei comuni della valle che partecipano al piano di zona, oltre all’assessore di Comunità  Montana Antonio Miletto.

Barbara Arcari e Silvia Pia, incaricate come consulenti nell’ambito del finanziamento provinciale al piano, hanno introdotto la riunione presentando il lavoro svolto finora dai tavoli tematici sulle tre aree di intervento, e cioè giovani e disabili, adulti ed anziani. Tutto ha preso il via alla fine della primavera 2010, con due delibere delle assemblee dei sindaci e del consorzio socioassistenziale di valle CASA, mentre gli incontri dei tavoli tematici (con i rappresentanti dei comuni e delle 39 organizzazioni che operano in questi settori e che hanno aderito al progetto) si sono svolti tra settembre e dicembre, mettendo a fuoco i bisogni prioritari della popolazione del territorio.

Nei prossimi mesi verranno quindi formulate le proposte di obiettivo ed i possibili percorsi attraverso cui agire concretamente. Tra i bisogni maggiormente avvertiti, ha spiegato la dottoressa Arcari, quelli legati all’emergenza abitativa e alla sicurezza economica, al sostegno alle famiglie in difficoltà , all’assistenza ai disabili, e in particolare per i soggetti anziani, il sostegno e l’assistenza per i malati cronici e di Alzheimer, la domiciliarità  delle cure.

Nel campo minorile si chiede inoltre una maggiore integrazione tra famiglie e servizi sociali ed un rinnovato impegno per la socializzazione dei disabili. “Dopo aver individuato questi e altri obiettivi si deve ora passare alla progettazione di azioni realizzabili e sostenibili da parte degli attori del sistema, così da evitare di cadere nel fin troppo noto errore di voler scrivere un libro dei sogni” ha aggiunto la dottoressa Pia, precisando che a partire da febbraio inizieranno a riunirsi i sottogruppi tecnici così da poter predisporre un accordo di programma che potrà  essere sottoscritto già  in estate.

“E’ stato fatto un buon lavoro finora, forti anche della positiva esperienza del precedente piano di zona” ha detto il sindaco di Giaveno, Daniela Ruffino, che ha rimarcato i proficui rapporti tra le amministrazioni e le associazioni per la condivisione dei progetti. “Saremo ancora pi๠soddisfatti se nel frattempo potremo disporre di maggiori risorse finanziarie per essere in grado di garantire una migliore qualità  della vita ai nostri cittadini”.

“Avere strumenti conoscitivi validi aiuta molto in questo lavoro” ha commentato l’assessore Puglisi, ricordando che è attualmente in corso un processo di modificazione del welfare locale. Riferendosi al lavoro sul piano di zona in Val Sangone l’assessore ha dichiarato che “voi siete già  molto avanti e ciò è positivo in quanto prima si arriva a sottoscrivere l’accordo di programma prima si può iniziare ad attuare i progetti entro la scadenza del triennio”.

A far meditare l’assessore Puglisi sono le prospettive di partecipazione alla socio assistenza da parte dei territori locali, unioni o consorzi tra comuni, oppure deleghe di funzioni, in via temporanea o definitiva, all’ASL. “A noi però interessa sapere cosa cambierà  per i cittadini con il nuovo assetto di sanità  e socio assistenza che sta disegnando la Regione, la cui bozza di decreto ha già  destato parecchie perplessità “.

Il sindaco di Giaveno si è detta convinta che il consorzio CASA e, in futuro l’unione dei comuni di valle, non perderanno le necessarie risorse economiche, che transiteranno attraverso l’ASL di riferimento “che deve occuparsi di sanità , anche se la socio assistenza non va assolutamente considerata la parente pi๠povera.

I servizi di prossimità  sono importanti e nel passaggio dalla vecchia comunità  montana al nuovo consorzio siamo passati indenni, senza alcun problema per l’utenza”. Antonio Miletto ha anch’egli riconosciuto “il lavoro puntuale svolto dai componenti dei tavoli tematici nel disegnarci una panoramica della situazione, ora bisogna arrivare alle decisioni politiche sui modelli di organizzazione che devono prevalere ed a questo processo vogliamo partecipare come comunità  montana, se non altro con le nostre risorse organizzative, forti delle azioni incisive intraprese in varie direzioni e che possono procedere in parallelo ai lavori del piano di zona.

Sono pienamente d’accordo : ha aggiunto – con la collega della Provincia nel ritenere che l’assistenza debba continuare a far capo ai comuni, poiché un eventuale passaggio delle competenze alle ASL preoccupa sul piano delle garanzie di contatto con i cittadini”. Il tavolo di lavoro a cui ha partecipato l'assessore provinciale Pugliesi