Raccolta fondi organizzata dall’associazione Progetto Valsangone GIAVENO – Il retinografo acquistato con il contributo della popolazione valsangonese è stato, nei giorni scorsi, installato presso l’ospedale di Giaveno. L’avanzata apparecchiatura è entrata a far parte del patrimonio dell’Asl To3. L’associazione “Progetto Valsangone”, che ha organizzato la raccolta fondi mettendo in campo una vasta serie di manifestazioni ed attività, anche con il sostegno delle amministrazioni comunali di Valle, l’ha donata all’azienda sanitaria. L’apparecchiatura è già in funzione, in attesa della cerimonia ufficiale di consegna che si terrà il 20 marzo. La spesa totale per il macchinario, che ha un alto tasso di precisione e sensibilità, offrendo un aiuto determinante nella diagnosi del diabete, è stata di 17 mila euro. Dopo l’ecocardio, acquistato qualche anno fa, è la seconda donazione da parte dell’associazione guidata da Giuseppe Zanin. Un’associazione molto attenta alle esigenze della popolazione, specie in riferimento alla prevenzione. Non a caso lo stesso sodalizio, con un nutrito calendario di eventi, è ora attivo per raccogliere i denari necessari all’acquisto di alcune web-cam per consentire il controllo del territorio per individuare prontamente gli incendi. Con questa nuova dotazione, i VV.FF. volontari, potranno controllare a 360° tutta l’area di loro competenza. “Il nostro impegno – spiega Zanin – è proprio dedicato al territorio in senso ampio, per incrementare concretamente la qualità della vita di quanti lo abitano. Ad esempio, ci siamo accordati con l’Asl per garantire a tutti gli over 65 della Valle la possibilità di uno screening gratuito con questa nuova apparecchiatura”. All’associazione ed al suo presidente, per bocca del sindaco Daniela Ruffino e dell’assessore Stefano Tizzani, il ringraziamento dell’amministrazione comunale. “L’importante impegno di “Progetto Valsangone – spiegano da Palazzo Marchini – ci consente di incrementare la valorizzazione degli ambulatori, che è un obiettivo che ci poniamo per il nostro ospedale. Oltre che di allargare il raggio delle politiche di concreta prevenzione, che ci vedono da sempre molto attenti”.

Marco Margrita Il retinografo