Il sacerdote africano ha portato la sua testimonianza durante le messe GIAVENO – Ospite da una famiglia di amici, Padre Achille, sacerdote ugandese, è a Giaveno dal 30 settembre scorso.

Vi rimarrà fino a sabato, prima di partire alla volta di Verona, dove trascorrerà un’altra parte del soggiorno italiano.

Un grande sacerdote-educatore ebbe ad augurarsi che “i cristiani non stiano mai tranquilli”, Padre Achille sicuramente asseconda questo auspicio. Non è passato, pur senza piegare questa presenza ad una strategia di fundraising o a qualche tecnica pastoralista, inosservato, nelle nostre comunità. Non solo a Giaveno.

Qui, nella capitale della Val Sangone, ha concelebrato nel periodo della permanenza la S. Messa feriale mattutina. Incontrato i ragazzi dell’oratorio ed il Gruppo Missionario (che già in passato ha sostenuto alcuni suoi progetti) della Parrocchia San Lorenzo.

Domenica scorsa, al Santuario del Selvaggio, ha svolto animazione missionaria durante tutte le Eucarestie. Ha guidato preghiere e portato la propria testimonianza.

Padre Achille è, da un anno, parroco della vasta parrocchia di S. Bruno Martire di Kikyusa e di oltre trenta piccoli e grandi centri abitati in un vasto raggio territoriale. A questo servizio affianca l’impegno come coordinatore delle attività pastorali della diocesi.

La testimonianza cristiana e l’evangelizzazione, in terra d’Africa, sono inscindibili dalla promozione umana, dall’attenzione al bisogno concreto.

Per questo il parroco è un riferimento in senso ampio per le comunità. Al servizio liturgico si unisce, senza soluzione di continuità, la vicinanza alle famiglie ed alle persone in difficoltà, l’intervento sulle grandi urgenze (acqua, cibo, istruzione, lavoro).

M. M. Padre Achille