Atti vandalici accaduti nelle recenti festività natalizie. Il piromane, già individuato il 24 dicembre, evade dagli arresti domiciliari e a capodanno brucia altre 2 auto Il fuoco l’aveva duramente colpito nel corpo e nell’anima e con la stessa arma aveva deciso di sfogarsi e di liberarsi da ferite mai guarite. Così, tra il 20 dicembre e la notte del primo dell’anno, un carpentiere trentacinquenne di Giaveno, A.U., si è reso autore di una serie di roghi, tredici in totale, di auto parcheggiate nelle vie del centro e dell’immediata periferia. Da piazza Molines a via Parco Abbaziale, da via Vittorio Emanuele a via Coazze: strade tutte facilmente raggiungibili a piedi dalla sua abitazione. Colpiva alla sera o in piena notte con una tecnica ben sperimentata, arrivando a distruggere quattro veicoli tra mezzanotte e le due del mattino del 22 dicembre. Una vicenda divisa in due atti: la Vigilia di Natale viene finalmente individuato e finisce agli arresti domiciliari, ma non resiste alla tentazione e, il primo dell’anno, incendia altre due auto a borgata Ponte Pietra. Gli inquirenti scavano nella vita del giovane, già noto agli inquirenti per altri piccoli reati, e scoprono nella suo passato un drammatico episodio: tre anni fa, lo scoppio di una bombola del gas gli distrugge casa e vita, provocandogli gravissime ustioni in tutto il corpo. Ne esce vivo, dopo giorni di coma, ma quasi ossessionato dal fuoco: fuoco che irrompe nell’atmosfera cittadina prenatalizio. Il primo allarme scatta la notte del 20 dicembre, ma senza dar peso. Poi un secondo e un terzo rogo la sera dello stesso giorno, e scatta l’allerta tra i Vigili del Fuoco di Giaveno, impegnati in quei giorni a spegnere le fiamme, non senza incorrere in situazioni di particolare pericolo (due veicoli erano alimentati a gas, ndr). E’ caccia al piromane, che genera una stretta collaborazione tra i pompieri e i Carabinieri dei Distaccamenti di Giaveno e Rivoli: in borghese, con auto civetta, perlustrano le vie cittadine. Si pensa ad atti vandalici, ma di chissà chi. Poi il 22, altre quattro auto, la sera successiva un’altra e la Vigilia, l’ennesima, ma data che coincide anche con il momento della cattura. L’attenzione è massima in particolare dove le vetture bruciano: è provato infatti che al piromane piace tornare sulla scena mentre sono in atto le operazioni di spegnimento. Così fa anche A.U. e questa ”debolezza” lo porta ad essere individuato: ancora una volta assisteva, in compagnia del suo cagnolino, al gran daffare dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza un tratto di via Vittorio Emanuele, dopo che le fiamme, partite dalla Lancia Delta incendiata, avevano intaccato anche una vicina tubatura del gas. I carabinieri lo fermano, lo portano in caserma a Rivoli, ma inizialmente nega tutto. Lo rilasciano ma, visti i gravi sospetti, lo pedinano: così, a pochi minuti di distanza, colgono sul fatto il giavenese, in procinto di appiccare il fuoco ad una legnaia nei pressi di casa sua. A.U. non può che svuotare il sacco e rivela: ”avrei bruciato tutta Giaveno”. Per lui scattano gli arresti domiciliari: scelta infelice quella del magistrato, perché a pochi giorni di distanza, la notte di Capodanno, il trentacinquenne dà fuoco ad un fuoristrada Suv, nuovissimo, parcheggiato nella piazza di borgata Ponte Pietra e ad una Fiat Punto, ferma poco più in là, all’altezza del bivio con via Coazze, non senza prima aver acceso un grande falò nel giardino di casa sua, usando i mobili del vicino antiquario. Di nuovo braccato, si sono aperte per lui le porte del carcere, con l’accusa di incendio doloso e evasione. Ad una prima stima delle forze dell’ordine, i danni provocati ad auto e abitazioni coinvolte dalle fiamme ammontano a circa 200 mila euro.
Anita Zolfini Auto incendio