In lutto il mondo del volontariato e della Protezione Civile. Aveva 68 anni Il mondo del volontariato di protezione civile è in lutto per la scomparsa di Antonio Forno, il comandante dell’Area di Base 29 del Corpo AIB del Piemonte. La pipa di Antonio ha così smesso di fumare a 68 anni e già  manca a tutti.
Lunedì 7 febbraio a Gravere si sono svolti i funerali e già  la sera prima al rosario il paese è stato invaso da volontari AIB.

A rendere omaggio ad Antonio non c’erano solo le sue squadre dell’Alta Valle, ma anche tutte quelle dell’Area 28 della Bassa Valle Susa e altre squadre provenienti da tutta la provincia di Torino. Tutti a rendere omaggio ad un gran lavoratore, di poche parole ma tanti fatti.

Il ricordo del suo ingresso nel mondo Aib lo porta il compaesano e ispettore provinciale Renzo Peyrolo: “Mi ricordo benissimo quando ha bussato alla porta della nostra sede. Era esattamente il 14 ottobre del 2000, il giorno dell’alluvione e Antonio è arrivato con la sua pipa ed il suo cappello ed ha semplicemente detto: “Cosa posso fare?” Di lì sono stati dieci anni di full immersion.
Antonio era il factotum della squadra, ha ripristinato il magazzino, ha messo le mani sui mezzi e senza troppe parole ha sgobbato anche negli anni in cui la malattia si è affacciata tre anni or sono”.

Ma Antonio ha combattuto con grande forza. E il suo impegno, seguito da quello del figlio Gianni che ne continua l’esempio in squadra, ha valicato i confini di Gravere. Infatti per le sue doti organizzative ed umane è stato nominato comandante dell’Area di Base 29, quella dell’alta valle Susa e questo era il suo secondo mandato da “capo”. Ma Antonio era anche il primo a partire per dove ci fosse bisogno. Ancora Peyrolo racconta: “Antonio ha preso parte a tutte le missioni AIB in giro per l’Italia.

Ha preso parte alla missione Puglia ed è stato uno dei primi a raggiungere l’Abruzzo dopo il terremoto, fermandosi subito per quattro turni a fare da cuoco per le popolazioni in grande difficoltà . E ancora lo scorso anno a maggio è tornato in Abruzzo per dare il suo ultimo contributo al Progetto Petogna del Corpo AIB”.

Renzo Peyrolo vuole anche esprimere dei ringraziamenti agli AIB: “Un grazie va a tutti coloro che hanno voluto rendere omaggio ad Antonio dimostrando come gli Aib siano davvero una grande famiglia”. E il ricordo finale di Forno lo lasciamo ad un altro AIB di Gravere Giorgio Chiamberlando: “Antonio Forno, l’uomo dai capelli bianchi, da molti soprannominato il nonno di Heidi. Volontario instancabile, capace di lavorare ai fornelli di una cucina da campo per venti ore consecutive dopo aver guidato per tutta la notte come gli ho visto fare in Abruzzo.
Una canzone di Gianni Morandi dice: si può dare di pi๠senza essere eroi. Questo era lui. Uomo di poche parole, a volte burbero, a volte scherzoso e simpatico, ma con un grande dono: l’umiltà .

Quell’umiltà  che lo ha contraddistinto come volontario AIB. Ci mancherà  la tua barba bianca, ci mancherà  la cenere della tua pipa sparsa ovunque sui nostri mezzi. Con lui abbiamo perso un volontario, con lui abbiamo perso un amico. Grazie Antonio”. Antonio Forno, comandante degli Aib dell’Alta Valle Susa