Coazze. L’11 febbraio il primo momento del Giubileo per ricordare l’importante anniversario La fede può arrivare a spianare le montagne, nel vero senso della parola. La Grotta di Nostra Signora di Lourdes ai mille metri di Forno di Coazze è lì a dimostrarlo. Da cinquant’anni esatti.

Era infatti il 15 agosto del 1961 quando l’allora arcivescovo di Torino, il card. Maurilio Fossati, salì in quell’angolo di terra montanara della Val Sangone per inaugurare ciò che don Giuseppe Viotti – per tutti don Viotti, parroco di Forno dal 1948 – riuscì a costruire su un ammasso di pietre e d’erba. “I casrot”, come veniva chiamato quel luogo dalla gente del posto. “Quando ha chiesto al Comune il terreno per costruire la Grotta ed il sanatorio, – come disse l’allora sindaco di Coazze Leo Giorcelli, in occasione del 25esimo anniversario di sacerdozio di don Viotti, il 29 giugno 1966 : tutti i consiglieri hanno detto di sì, ma tutti hanno pensato che di quel terreno non ne avrebbe fatto niente.

Non conoscevamo don Viotti, il suo cuore, la sua volontà , la sua fede”. Doti che diedero vita a quella Grotta, in segno di perenne grazie alla Madonna che lo guarì miracolosamente, il 31 agosto 1947, proprio alla Grotta di Massabièlle, a Lourdes. Nella piccola cittadina ai piedi dei Pirenei arrivò in condizioni disperate per una grave malattia ai polmoni, trasportato in barella, e tornò a casa sulle sue gambe, rinato. Il cardinal Fossati decise allora di inviarlo come prevosto tra le montagne di Coazze, regno di pace e dell’aria buona, non potendo prevedere che, quel giovane sacerdote, dal sorriso buono e dall’animo forte, avrebbe presto lasciato in quelle montagne e in quanti le popolavano un segno indelebile.

Prima pensò ai bimbi orfani e alle famiglie disagiate, vittime innocenti della guerra, istituendo l’Opera “Ges๠Maestro” con case di accoglienza a Forno, Coazze, Orbassano (casa Viotti), alle Fornaci di Beinasco. Per assisterli fondò l’associazione missionarie di Ges๠Maestro, radunando un gruppo di giovani consacrate, chiamate semplicemente “mamme”, e nel frattempo si dedicò a quell’opera di riconoscenza alla Madonna. E’ il luglio del 1953 quando le ruspe della ditta dei Fratelli Croce di Giaveno iniziarono a spianare i “casrot”. Il 15 agosto del 1957 venne benedetta la statua della Madonna e esattamente quattro anni dopo ecco la Grotta, in stile moderno.

L’opera di don Viotti, si sa, non finì lì: anno dopo anno videro la luce la cripta, la basilica, la via Crucis oltre il torrente Sangone, la Casa di Spiritualità  Ges๠Maestro. Una piccola Lourdes a Forno di Coazze. Don Viotti oggi non c’è pi๠ma quanto riuscì a costruire è da cinquant’anni testimonianza tangibile della forza della fede per le migliaia di pellegrini, fedeli o semplici curiosi che, in questi cinquant’anni, sono passati in quella Grotta. Per onorare questo giubileo, sono stati organizzati dall’attuale parroco don Dino Morando quattro momenti: il primo, venerdì prossimo, 11 febbraio : anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes : con la celebrazione della santa messa a cui seguirà  la processione alla Grotta per la benedizione del frammento di roccia della Grotta di Massabielle che verrà  incastonato sotto la statua della Madonna. Il 25 aprile sarà  l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, a celebrare la s.messa e a inaugurare il Museo Sindonico e la Cappella del Crocifisso. Come da diversi anni a questa parte, nel giorno dell’Assunta, il 15 agosto, salirà  a Forno il cardinale Severino Poletto e infine, l’8 dicembre, si chiuderanno le celebrazioni giubilari.

Anita Zolfin La grotta oggi La grotta con le ruspe nel 1961 Don Viotti