Assemblea pubblica sulla Torino-Lione lunedì 6 a Chiusa San Michele CHIUSA S.MICHELE No, in questa valle non c’è spazio per un progetto come questo”. Lo dice il sindaco di S.Ambrogio Dario Fracchia che invita alla mobilitazione popolo No Tav e chiama a raccolta i sindaci, anche quelli che negli ultimi tempi sono stati timidi e tiepidi.
L’assemblea pubblica di lunedì sera 6 settembre a Chiusa San Michele è pi๠calda che mai. E Domenico Usseglio, primo cittadino del paese ai piedi della Sacra di San Michele, raccoglie l’applauso dei suoi concittadini: “”Quest’opera è nata male e va rigettata”, dice dal palco. Tocca al presidente della Comunità  Montana Sandro Plano smontare la promessa del lavoro per i valsusini: “E’ un bluff promettere posti di lavoro con quest’opera. Per lavorare qui arriveranno da ogni dove, dalla Sardegna, dal bergamasco, dall’Albania. Per i valsusini ci saranno si è no 200 posti di lavoro, al massimo 400. Che cosa sono di fronte a 5 mila disoccupati?” E adesso? “Siamo al lavoro per scrivere le osservazioni che dovremo mandare entro il 9 ottobre. Ma soprattutto dobbiamo creare iniziative politiche per ricompattare il fronte, per rimettere insieme gli enti locali, per riaggregare le istituzioni valsusine e i comitati No Tav. Per questo dobbiamo lasciar perdere le ruggini e le incomprensioni”. Poi tocca a Lionello Gioberto, sindaco di Vaie. “A Vaie Pensano di venire a sfrucugliare sotto le zampe di una frana attiva. Una roba complicata, proprio dove io come sindaco non posso permettere neanche di fare una mansarda”. Ce n’è anche per il nuovo prefetto di Torino che ha detto di “voler prevenire il dissenso. Mi pare proprio un po’ complicato”.
Dal pubblico è il solito Alberto Perino a far sentire la sua voce: “Ricordate che siamo alla Chiusa…. E che la nostra porta per quella gente lì….è chiusa. Se n’è accorto a suo tempo pure Carlo Magno che per passare è stato costretto a passare da un’altra parte”.
Rievocazioni storiche a parte tocca a Enzo Merini,con un lungo intervento, ripercorrere i punti critici del progetto. Sullo schermo scorrono (si fa per dire vista la mole dei files) planimetrie, cartine, tracciati, fotografie.
Ci sono i cameroni delle gallerie sotterranee, proprio sotto Vaie. Ci sono le aree di cantiere. Ci sono i dati sul consumo di energia elettrica: 13.000 kw per le due frese, 2000 kw per il cantiere. C’è il consumo delle acque: 1.240.000 litri al giorno di acqua industriale per le frese pi๠altri 904 mila sempre di acqua industriale. E poi i 40 mila litri al giorno di acqua potabile… per i cantieri. “Una cifra : dice qualcuno : che dimostra che i lavoratori non andranno negli alberghi, nelle case private, nei bed and breakfast come dice qualcuno ma che vivranno nelle baracche”.
Sono solo alcuni dei problemi sollevati. Poi la parola passa al pubblico. Anche se a intervenire non sono tanto i cittadini di Vaie, Chiusa e S.Ambrogio ma i soliti noti. Mauro Galliano, No Tav storico e assessore a S.Ambrogio attacca il sindaco di S.Antonino Ferrentino: “Sul suo giornale comunale si è preso il merito che il progetto non tocca pi๠il suo paese, visto che l’interscambio non tocca pi๠S.Antonino”. E dal pubblico arrivano frasi irriferibili. Poi è la volta di Luigi Casel: “Il tempo delle chiacchiere è finito. Dobbiamo essere uniti. E sapere con chiarezza chi, tra gli amministratori pubblici è contro la Tav e chi è a favore. E i sindaci contrari si decidano a partecipare alle manifestazioni con la fascia tricolore”. Parla Alberto Perino, poi tocca a Oscar Margaira. Quindi Ludovico Jengo. Chiude un chiusino, Walter Borgesa: “Dobbiamo sapere come la pensano i sindaci, Chi è contro e chi è a favore. E incidere i nomi di questi ultimi a caratteri cubitali su una pietra, perché i posteri li conoscano”. Standing ovation e tutti a casa. Domani è un altro giorno.
Bruno Andolfatto Domenico Usseglio, sindaco di Chiusa San Michele