Cinque casi in un mese a Sant’Antonino, a Bussoleno 2 casi alla settimana S.ANTONINO – E’ come un fiume carsico. Scorre sotto terra e in pochi se ne accorgono. Stiamo parlando degli sfratti. Delle famiglie che non riescono più a pagare l’affitto dell’alloggio in cui vivono (spesso perché il capofamiglia ha perso il posto di lavoro) e che, a causa della morosità, vengono sfrattate e messe, e non è una metafora, in strada.
I freddi numeri parlano di 193 sfratti eseguiti nel 2010 e di 195 nel 2011 nel territorio che comprende tutta la valle di Susa (fino a Rosta) oltre a Giaveno e Coazze.
Ma dietro le statistiche c’è una situazione di disagio in preoccupante aumento che, spiega Anna Allasio sindaco di Bussoleno, “si sta diffondendo a macchia d’olio e che, dai Palazzi Comunali, fatichiamo a contenere e fronteggiare”. Già perché i Comuni sono i terminali sensibili di questo problema. La coda dei senza lavoro e dei senza casa, in preda alla disperazione, cerca aiuto andando a parlare al sindaco.
Così abbiamo scoperto che, solo a S.Antonino, entro la fine di febbraio diventeranno esecutivi cinque sfratti. “Ufficiale giudiziario e carabinieri avrebbero dovuto procedere, per tre di questi, l’ultimo venerdì di gennaio”, spiega il sindaco Antonio Ferrentino. “Siamo riusciti a ottenere la proroga di un mese. Ma alla fine di febbraio se ne aggiungono altri due. E, se non troviamo una soluzione, saranno inevitabili”. Che tipo di soluzione? “Stiamo cercando alloggi in affitto e, in accordo col Conisa, cercheremo di aiutare queste famiglie ad ottenere una nuova abitazione. Sono in corso le trattative con alcuni proprietari. E, se le cose si risolveranno, ci faremo carico dei primi mesi di affitto o dell’anticipo di 4-5 mensilità che di solito vengono chieste agli inquilini quando entrano nel nuovo alloggio”.
Senza dimenticare che, in molti casi, si tratta di famiglie con minori: “Una delle famiglie sfrattate ha due bambine, una di due e l’altra di cinque anni”.
Stessa cosa a S.Ambrogio. Il primo cittadino Dario Fracchia parla di “situazione drammatica per gli inquilini che rischiano di trovarsi in mezzo a una strada ma anche per i proprietari. Spesso non si tratta di “arricchiti” ma di persone di una certa età che integrano il reddito da pensione con l’affitto che ottengono da un alloggio di loro proprietà. E se viene a mancare questa entrata perché gli inquilini non riescono a pagare l’affitto, la vita diventa dura”.
Adesso, a S.Ambrogio, a rischiare la casa è una mamma con due bimbi piccoli: “Sono intervenuto presso l’ufficiale giudiziario cercando una mediazione e chiedendo il rinvio di un mesetto o due. Tanto da evitare che il problema si faccia sentire, per queste persone, proprio adesso che le temperature sono così rigide”. Poi ci sono i casi degli sfratti… mancati.

Bruno Andolfatto Il sindaco di Bussoleno, Anna Allasio