Se n’è parlato con l’on. Giorgio Merlo venerdì scorso a Giaveno Sono ancora tanti quelli che continuano a non vedere le reti Rai della tv digitale terrestre in Val Sangone ad oltre un anno dallo switch off dei vecchi canali analogici.

Pensando che la misura fosse ormai colma il leader del comitato di cittadini che non vedono la televisione pubblica, Biagio Delmonaco, ha deciso di passare dalle parole ai fatti presentando alla Procura della Repubblica lo scorso 23 novembre un esposto denuncia nei confronti della Rai e del Ministero delle Comunicazioni. L’ipotesi di reato è quella di interruzione di pubblico servizio, poiché, dichiara lo stesso Delmonaco, “la Val Sangone non poteva essere oscurata per l’incuria di chi gestiva gli impianti Rai”.

Per fare il punto della situazione ed informare le centinaia di famiglie ancora “all’oscuro” venerdì 26 novembre, nella sala giunta del palazzo comunale di Giaveno si è tenuta una riunione organizzata dal comitato a cui ha preso parte anche l’onorevole Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai.

Durante l’incontro è emerso inoltre che molte famiglie, non raggiunte dal segnale analogico della tv pubblica e che si sono avvalse della possibilità  garantita dalla legge di rateizzare il pagamento del canone Rai, hanno ricevuto minacciosi solleciti di pagamento dell’Agenzia delle Entrate attraverso Equitalia: in essi, oltre al pagamento dell’intero ammontare del canone vengono richiesti gli interessi di mora, pena il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione ed il fermo amministrativo dei veicoli intestati.

“Così oltre a pagare per non vedere nulla si chiedono ulteriori interessi, un sistema mafioso di recupero delle tasse non pagate da cittadini che rivendicano dei loro diritti” ha commentato Delmonaco, che ha formulato alla platea ancora una volta l’annosa domanda, “è ancora giusto pagare questo canone, a tutti gli effetti un vero e proprio tributo? Perché non abolirlo e trasferirlo sulla fiscalità  generale, commisurandolo al reddito delle famiglie?”.

Non consola un gran che i valsangonesi il fatto che, ad esempio, nel Pinerolese o nelle valli di Lanzo, come riferito dall’onorevole Merlo, la situazione sia, in molte zone, ancora peggiore. “Il fallimento dell’operazione in questa fase di passaggio appare evidente, ma occorre trasformare questa serata nella premessa per delle iniziative concrete ed incisive” ha detto il deputato Pd di Pinerolo, che ha garantito il proprio impegno per sbloccare la situazione.

“Lunedì 29 presenterò una nuova interrogazione parlamentare sul persistere del disservizio territoriale, martedì, durante il settimanale incontro dei membri della commissione di vigilanza con i vertici Rai, sottoporrò all’attenzione di tutti anche la prassi dell’invio di questi avvisi di pagamento, una vessazione per i cittadini che pagano il canone, seppur rateizzato. Lettere raccomandate come quelle che molti di voi hanno ricevuto possono essere un duro atto d’accusa per i vertici di un’azienda che non ha ancora risolto questi problemi, limitandosi a fare il passacarte, a riscuotere ed eventualmente denunciare presunti evasori.

Ci si dimentica allora che il finanziamento pubblico per l’emittenza pubblica è finalizzato ad avere un servizio pubblico che funzioni?”. Perché allora non privatizzare la Rai? Al quesito Giorgio Merlo ha risposto che una Rai pubblica “bene o male può continuare a garantire il pluralismo dell’informazione, proprio perché servizio pubblico, un bene che possiamo difendere proprio mostrandoci intransigenti in situazioni come queste” ed ha inoltre suggerito di passare ad una forma di protesta pi๠evidente già  entro la fine dell’anno, in attesa che le iniziative prese in sede parlamentare diano i loro risultati.

“Si può pensare ad una manifestazione che porti i cittadini indignati che ancora non vedono la Rai sul digitale terrestre, insieme ai presidenti ed i consiglieri delle comunità  montane della Provincia, a protestare di fronte alla sede di Torino dell’azienda e di fronte ai palazzi della Regione”.

Riccardo Salomoni un momento della serata