Per la prima volta l’ente culturale ha partecipato al Salone del turismo. Scopo dell’iniziativa, iniziare a mettere in campo meccanismi di promozione del turismo religioso in valle Alla “Bit – Borsa internazionale del turismo” di Milano, venerdì 20 febbraio era presente anche il Sistema Museale Diocesano di Arte Sacra di Susa. La BIT è il ritrovo di tutti gli operatori pi๠importanti del settore turistico ed è una vetrina dell’Italia. Ma ad interessare in modo particolare il Sistema Museale, è stato un appuntamento alla sua prima edizione: si tratta del “Workshop dei percorsi religiosi”, dedicato al turismo degli itinerari di pellegrinaggio, una realtà  molto importante. Il “workshop” è un luogo nel quale, come in una vera e propria borsa, offerta e domanda (in questo caso, di turismo culturale e religioso) si incontrano, scambiandosi informazioni in vista di possibili collaborazioni. Enti come i CRAL o i decanati religiosi, aziende private come catene alberghiere, guide turistiche, organizzazioni ecclesiali come Unitalsi e enti di pellegrinaggio, agenzie di “incoming” (cioè agenzia turistiche private che favoriscono il turismo verso lo specifico territorio in cui hanno sede) si sono ritrovate per conoscersi e stringere rapporti. Il Sistema Museale ha voluto partecipare con Eleonora Girodo come osservatore, per comprenderne i meccanismi. Il turismo culturale e religioso, infatti, potrebbe vedere nella Valle di Susa un protagonista importante. La Valle nei secoli ha avuto una forte impronta dal passaggio della Via Francigena, che ha lasciato importanti testimonianze come cappelle affrescate (Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Foresto, San Giorio), ospizi (Chiomonte), centri religiosi (Novalesa, Susa, Losa, Montebenedetto e Banda, Sacra di San Michele). Buona parte del patrimonio storico-artistico pi๠antico in Valle è connesso all’itinerario della Francigena. Una realtà  che potrebbe essere valorizzata a fini di turismo religioso: quindi non solo per intrattenimento, ma anche per fede. Non a caso, proprio da Susa è partito nel 2006 il pellegrinaggio “Ad limina Petri” diretto a Roma. La Bit motivava il workshop affermando che “l’antica figura del pellegrino sta vivendo una nuova stagione nella forma contemporanea del “viaggiatore per fede”: un turista che, animato dal sentimento religioso, non si accontenta delle mete di pellegrinaggio classiche, ma va alla ricerca delle realtà  storico-religiose tradizionali diffuse nei territori”. Descrizione dell'allegato