Incontro del Presule torinese con gli amministratori pubblici a Pianezza.Tra i punti toccati dal porporato anche la crisi dell’auto e l’integrazione dell’ Islam La crisi economica che attanaglia Torino e tutto il Piemonte è stata al centro del dibattito di sabato scorso a Villa Lascaris di Pianezza, tra il Cardinale di Torino e gli amministratori locali. L’incontro d’inizio d’anno tra il Card. Severino Poletto e i politici torinesi è ormai una esperienza collaudata, che quest’anno ha visto una significativa adesione di amministratori anche non torinesi. Sulla crisi economica, i vescovi della Cep erano già intervenuti la scorsa settimana con il messaggio ”Solidarietà e impegno nell’attuale crisi economica” in cui esprimevano la loro preoccupazione ”per le gravi difficoltà in cui vengono a trovarsi molte persone e famiglie della regione”. L’Arcivescovo, come già enunciato prima di Natale, ha ripetuto il suo appello affinchè vengano attuati provvedimenti, dall’Unione Europea e dal governo italiano, per sostenere in particolare il settore dell’auto, per aiutare il comparto a superare la grave crisi.
”La crisi della Fiat e dell’indotto – ha sottolineato il Cardinale – tocca oltre 42mila famiglie. Se il problema dura 15 giorni od un mese si può sostenere, ma se il periodo diventa più lungo la situazione diventa preoccupante. Per questo, è necessario un intervento dei governi. Non si tratta di fare elemosina o di aiutare la famiglia Agnelli, ma la vita di 42 mila famiglie”.
L’Arcivescovo ha quindi messo in guardia sui rischi di una crisi prolungata nel tempo, ”può produrre – ha osservato – disgregazione sociale e favorire l’illegalità”, ma ha anche invitato a considerare il periodo difficile come ”un’opportunità per cambiare gli stili di vita, riducendo le cose superflue. Ci sono – ha rimarcato – cose necessarie o indispensabili, altre utili ed altre, infine, superflue. Ecco, a queste ultime si può e si deve rinunciare. Dalla crisi, che è pur sempre una iattura, si può uscire imparando qualcosa di importante”.
Ha criticato i politici su come hanno gestito la Torino-Lione, la linea ferroviaria ad alta velocità fonte di numerosi polemiche e contrapposizioni. ”L’opera va fatta, naturalmente dopo avere escluso tutti i rischi, tutelando la sicurezza e la salute della gente”; ed ha precisato: ”Parlo come cittadino, non come arcivescovo, perché entrare nella questione della Torino-Lione non fa parte del mio ruolo”.
Infine il dibattito ha sfiorato il discorso sulla possibile costruzione di minareti. Il Cardinale si è espresso in modo favorevole per i luoghi di culto per i musulmani, ma in modo negativo per la costruzione di minareti nelle città italiane, ”almeno fino quando saranno abitate in grande prevalenza da cattolici”. poletto