Ospite di una cena con imprenditori del torinese, il diplomatico americano ha incontrato gli amministratori valsangonesi Un giovedì ”a stelle e strisce”. Una serata ”storica” per la Val Sangone, che ha accolto per la prima volta, ma sono assai rare anche altre ”occasioni piemontesi”, il Console Generale degli Stati Uniti in Italia, Daniel Weygandt. Al ristorante ”La Betulla” di San Bernardino di Trana, l’alto funzionario diplomatico – auspice il responsabile per il Piemonte dell’American Chamber of Commerce in Italia, Enrico Maria Rosso – ospite di una cena di gala, ha incontrato una qualificata delegazione di imprenditori dell’area torinese ed i sindaci di Giaveno e Trana, Daniela Ruffino ed Ezio Sada. Prima del momento conviviale il console si è intrattenuto, nello stile ”friendly” della serata, con i giornalisti locali, condividendo una serie di considerazioni. ”In questo momento – ha premesso – siamo consapevoli che la nazione americana, e di conseguenza il modello americano, sta passando una crisi significativa. C’è tutta la percezione della difficoltà ma anche un profondo senso di speranza, che il clima che ha condotto ed è seguito all’elezione alla Presidenza di Barack Obama ben rappresenta. Non ci nascondiamo la fatica ma insieme vogliamo rassicurare gli alleati, e tra questi l’Italia che ci è storicamente sempre vicina, sulla volontà di superare la crisi”. Parole d’elogio ha poi speso per ”il Piemonte che ha tante realtà d’eccellenza, tra le altre il Politecnico d Torino (e proprio all’inaugurazione dell’Anno Accademico il diplomatico ha partecipato il giorno seguente, ndr). C’è – ha continuato – una positiva vitalità, che mi ha colpito e di certo convinto a seguirla più da vicino, ad aumentare la mia presenza e l’attenzione alla creazione di opportunità d’investimento e di crescita”. Parole intense che ben dicono la convinzione di essere portatori di una missione che gli americani hanno: la celeberrima loro ambizione di saper trasformare i problemi in opportunità. In questo senso il Console ha anche parlato di ”situazione che stimola alla costruzione di un nuovo modello di vita”. Le parole dell’alto diplomatico statunitense sono state colte molto positivamente dal sindaco di Giaveno, Daniela Ruffino. ”Siamo davvero felici – ha detto – di questa occasione. Giaveno ha sempre cercato di pensarsi esplorando orizzonti vasti e progettualità innovativa, non potevamo non cogliere quest’opportunità per farla conoscere, almeno un poco, magari instillando la voglia di tornare, al Console Generale, che ci ha onorato della sua presenza tra noi”. La Val Sangone e gli Usa sembrano voler dire insieme, con la buona dose di coraggio che richiede tanta voglia di farcela, ”yes, we can”. Console Americano