“Alleniamo il carattere e… i genitori”, titolo dell’incontro di lunedì 3 ottobre BRUZOLO- “Alleniamo il carattere e… i genitori” è il titolo dell’incontro che si è tenuto lunedì 3 ottobre presso il salone polivalente.

L’evento, organizzato dalla società Susabruzolo in collaborazione con la rivista “Il nuovo calcio”, era strutturato in due parti.

Nel primo pomeriggio il campo sportivo di via Matarazzo ha ospitato una seduta curata da Stefano Esposito, allenatore del Giorgione (squadra che milita in Serie D), Maurizio Marchesini, allenatore dei Giovanissimi Regionali del Giorgione e collaboratore del Comitato Regionale Veneto SGS per l’attività di base, Matteo Guidolin, allenatore degli Esordienti, Daniela Oriandi, psicologa e psicoterapeuta, che collabora con il coordinamento del Veneto del Settore Giovanile e Scolastico, e alcuni mister del Susabruzolo.

Nella seconda parte della giornata, il salone polivalente ha ospitato una tavola rotonda, moderata da Di Cesare, sul tema: “Dalla parte dei genitori – mamma e papà: risorse indispensabili per il settore giovanile?”.

Ad aprire il dibattito è stato Gianni Rivera, che ha esposto l’idea di un progetto basato su un tecnico che sia maestro di calcio e di vita, in grado quindi di far crescere i ragazzi educandoli alla lealtà e al rispetto delle regole.

Fondamentale a tal fine la creazione di un rapporto fiduciario fra tecnico e genitori. Sulla stessa linea l’intervento di Benedetti: “Noi tecnici siamo i primi che spesso guardiamo solo al risultato di una partita, invece dovremmo considerare quanto di positivo e di negativo è stato fatto da ogni ragazzo, che deve essere lasciato libero di esprimere la propria creatività. Allo stesso modo i genitori devono far sì che i loro figli provino e sbaglino, garantendo loro la massima libertà di espressione”.

Pessotto ha sostenuto l’importanza di responsabilizzare i genitori, che spesso hanno un rapporto complesso con le società sportive. È fondamentale chiarire subito quali sono le regole che ciascuno deve rispettare e quando una persona sbaglia le deve venir detto.

L’obiettivo della scuola calcio non è creare bravi giocatori ma formare uomini con dei valori sani. Sull’importanza delle regole si è soffermata anche Daniela Oriandi: “Allenatori e genitori devono incontrarsi, i tecnici devono spiegare quali sono obiettivi, spazi, mezzi e opportunità per i ragazzi. L’atteggiamento corretto è quello di sostenerli e lavorare per farli star bene”.

Don Albertini ha fornito un ironico spunto dedicato ai genitori, ai quali sarebbe opportuno fare tre regali: un gratta e vinci perché è più facile essere fortunato al gioco che vedere il proprio figlio giocare in Serie A; un grande chupa chups, da mettere in bocca durante le partite, rigorosamente da non mordere; infine, una ginocchiera perché, fatalmente, è sempre per un problema al ginocchio quando c’erano gli osservatori ad assistere alle gare che il papà non ha potuto farsi notare e di conseguenza intraprendere una carriera sfolgorante.

A chiusura del proprio intervento, il sacerdote ha invitato i genitori a considerare la vita dei propri figli come un dono e non come una scommessa.

Pianotti ha ricordato come l’attività calcistica giovanile debba fare riferimento alla “Carta dei diritti dei bambini”; inoltre, ha parlato della novità positiva dell’autoarbitraggio per la categoria Pulcini. Anselmo ha affermato che l’allenatore deve fare sistema con i genitori, la scuola, la parrocchia e ognuno deve rispettare i ruoli altrui. Inoltre, l’istruttore nell’attività di base deve insegnare i valori educativi attraverso il calcio in modo che i bambini imparino non solo la tecnica ma anche l’etica.

S.G. e A.S. Rivera a Bruzolo