Da Sanssouci, alle porte di Berlino, a Gerusalemme per il Natale 2013 OULX – Ci sono racconti e storie dove la fede a volte riesce a infondere nelle persone la giusta forza per cimentarsi in esperienze dure, ma allo stesso tempo gratificanti. Questa fede ha portato il pellegrino tedesco Thomas Joachin Uhlig a intraprendere un percorso che da Sanssouci, alle porte di Berlino, lo porterà a Gerusalemme nel giorno di Natale del 2013. Nei giorni scorsi é stato accolto in maniera amichevole e calorosa dall’ Istituto Salesiano di Oulx dove ha trascorso una notte nel paese valsusino per poi ripartire il giorno dopo alla scoperta di nuove mete. Questo lungo percorso nasce dal desiderio di Joachin di “Pace e riconciliazione, di armonia, dignità e giustizia fra tutti i popoli della terra”. Il “Pellegrino Uhlig” (così ha voluto definirsi) alto oltre 2 metri (2.10 per la precisione), chiede accoglienza e ospitalità ai gruppi religiosi sparsi in tutta Europa. Con sé ha sempre un grosso zaino, un mezzo guscio di conchiglia appeso al collo, scarponi pesanti, una corda sul fianco destro tenuta ferma da un moschettone, una candela da lui definita della Pace e il giuramento del campo di concentramento tedesco di Buchenwald. Durante il suo cammino di 20.000 chilometri, visiterà i luoghi importanti per tutte le religioni e anche i lager (tra cui quello di Auschwitz) che hanno segnato momenti tragici della recente storia dell’uomo. Passerá sempre per le chiese e gli enti dove fará apporre dei timbri che testimonieranno il suo itinerario di Pace. Uhlig appare in viso molto sereno e soddisfatto per il percorso di Pace che ha giá effettuato, che é iniziata nel giorno della Pentecoste del 2009 dalla chiesa tedesca di Sanssouci. Ha giá attraversato varie Nazioni europee tra cui Francia, Inghilterra, Spagna fino ad arrivare in Italia. Il suo pellegrinaggio ha un motto, semplice ma efficace, “Mai più” perché mai più dovranno ripetersi gli orrori del passato. «Mai più..questo é l’impulso che mi spinge fino a Gerusalemme:ogni passo che faccio mi fa sentire vivo e le lacrime alleviano la sofferenza». La curiosità é stata davvero tanta nei confronti di un uomo che pur non parlando bene la lingua italiana ha usato espressioni comprensibili e profonde come il linguaggio universale della Pace..un linguaggio che dovrebbe essere utilizzato da tutti per superare ogni divisione e ogni egoismo per raggiungere alla fine l’obiettivo di un mondo migliore.

THOMAS ZANOTTI il pellegrino