Un gruppo svizzero rilancia l’idea di ridare vita al vecchio stabilimento Un sogno che potrebbe diventare realtà . Vedere di nuovo uscire da Vaie, sulla Statale 25, camion pieni di bottiglie di acqua minerale per rifornire negozi, supermercati, mense aziendali, ristoranti. Un sogno al quale il sindaco di Vaie, Lionello Gioberto, non ha mai rinunciato. Al punto da riuscire, qualche anno fa, a far prendere al Comune la titolarità  della concessione delle fonti La Perla, quelle che per 30 anni riempivano le bottiglie con l’etichetta dell’Acqua Minerale San Michele. Un’etichetta che ha girato l’Italia, con la bella effige della Sacra, e che oggi è rimasta nei cassetti di qualche collezionista.
Da qualche giorno, nel Palazzo Comunale, è arrivata la novità . Una società  svizzera con sede a Lugano, Swisse Stellage, ha manifestato il proprio interesse a elaborare uno studio di fattibilità  per sfruttare la risorsa che per Vaie è molto pi๠di un simbolo: l’acqua. Proprio quella delle sorgenti del Truc e del Pic. L’ipotesi? Mettere in piedi uno nuovo centro di imbottigliamento. Proprio accanto al luogo dove, un tempo, sorgeva la fabbrica dell’acqua San Michele e dove oggi è presente un’industria metalmeccanica, la Alcar. “Proprio in quei paraggi c’è un terreno di circa 10 mila metri quadri – spiega il sindaco Gioberto – con un vecchio capannone. Il proprietario del terreno, la Cer sas di Sebastiano Storzillo, tempo fa aveva manifestato l’intenzione di creare un centro artigianale, con cinque capannoni per piccole attività . Lo abbiamo pregato di aspettare ancora un po’, sperando che qualcuno si facesse avanti per sfruttare la risorsa acqua. Storzillo, da vero galantuomo, ha accettato. E mercoledì 25 marzo si sono fatti avanti gli svizzeri”.
Il via libera allo studio di fattibilità  è stato dato ufficialmente martedì 31 marzi dal consiglio comunale di Vaie. Con una decisione unanime che ha visto tutti d’accordo: maggioranza e minoranza. “L’acqua per questo paese è importante. Una sorgente è disegnata nel gonfalone del nostro Comune – ha detto Gioberto – e tanta gente di Vaie, in passato, ha lavorato nella fabrica dell’acqua, compresi molti della mia famiglia”.
Il sindaco però è prudente e invita alla cautela: “Attenti ai facili entusiasmi. Qui bisogna valutare bene i costi e i benefici. Certo, tutti speriamo che l’operazione vada in porto. Per Vaie sarebbe un bel colpo”. Non solo. Vaie sta anche pensando a come valorizzare al meglio la sua preziosa risorsa. E non solo perchè c’è già  un birrificio che la utilizza con ottimi risultati. “Ma anche perchè ogni giorno, 60-70 a volte anche 100 persone vengono nelle nostre fontane per riempire taniche, bottiglie e bottiglioni. Un vero e proprio movimento turistico che andrebbe considerato e su cui c’è uno studio avviato dalla Cna”. Insomma, in tempi di crisi, tornare a “produrre” acqua sarebbe un’idea geniale. In fondo la sete non si spegne mai (Bruno Andolfatto) L'etichetta dell'Acqua San Michele