“Un martire cristiano ogni cinque minuti” S.ANTONINO -“Ogni cinque minuti, nel mondo, un cristiano muore a causa della sua fede”.

Parola del professor Massimo Introvigne studioso di fama mondiale e rappresentante dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta contro il razzismo, la xenofobia, e la discriminazione, con attenzione particolare a quella contro i cristiani e i membri di altre confessioni religiose.

Il professore è stato invitato dal parroco di Sant’Antonino, don Sergio Blandino, per donare alla comunità parrocchiale un’analisi sulla situazione dei cristiani nel mondo, tra la persecuzione ad Oriente e l’indifferenza o l’attacco contro la Chiesa in Occidente.

Nella prima parte della serata il professore ha ricordato alcuni dati relativi alla persecuzione anticristiana nel Sud-Est del mondo. Il dato è calato da 150.000 cristiani uccisi in un anno a 105.000 dell’anno scorso, ma non per una diminuzione della persecuzione: semplicemente per la cessazione del conflitto in Sudan, vera carneficina per i seguaci di Cristo.

I massacri continuano in Corea del Nord, Cina, Pakistan, India, Africa meridionale. La cosa interessante, sottolineata da Introvigne, è che la persecuzione è forte sia nei paesi a maggioranza musulmana, sia in quelli induisti o buddisti, religioni che nell’immaginario collettivo sono identificate con la non-violenza e il pacifismo.

In Pakistan, dove la persecuzione era legalizzata con la legge contro la blasfemia questa è stata sostituita per compiacere apparentemente le pressioni occidentali, ma ha semplicemente cambiato nome.

Chi uccide un congiunto perché convertito al cristianesimo viene punito con tre anni di carcere, per delitto d’onore.

Nella seconda parte dell’incontro il professore si è concentrato sulla situazione in Europa e nell’Occidente.

A.A. Massimo Introvigne