Bardonecchia, entro marzo parte il cantiere da 200 milioni di euro BARDONECCHIA – Venerdì 17 febbraio il consiglio di amministrazione della Sitaf ha approvato il progetto esecutivo della galleria di sicurezza del tunnel autostradale del Frejus, conosciuto ai più come la Seconda Canna.
In attesa che inizi il cantiere della Tav, se mai partirà, è quindi questa la prima vera grande opera in programma sul territorio della Valle di Susa.
A partire già da fine febbraio, come annunciano i vertici dell’A32, Giuseppe Cerutti e Gianni Luciani:?“Entro fine febbraio contiamo di poter dare il via al cantiere, ovviamente se le condizioni meteo ce lo consentiranno.
E’ un passo davvero importante, perchè dopo numerosi problemi con ricorsi al Tar, e ostracismi da parte del governo negli anni passati (con Prodi, quando Di Pietro e Pecoraro Scanio erano ministri ndR), finalmente possiamo dare il via ai lavori”.
Il programma prevede che per i primi 4 mesi di cantiere, saranno occupate circa 20 persone, per preparare gli allestimenti esterni, sul modello di quanto è stato fatto a Modane già dal 2009.
Dall’estate, partiranno invece i lavori di scavo, per circa 6 mesi, con circa 30 operai. A fine anno o inizio 2013, invece, arriverà al Frejus la fresa, che permetterà il perforamento ottimale della roccia, e darà il via alla parte grossa del cantiere, dando lavoro a circa 100 operai. Senza contare l’indotto, e tutto quanto ruoterà attorno a questa infrastruttura internazionale, che collegherà con maggior sicurezza l’Italia alla Francia.
E proprio i “cugini” dall’altra parte del confine hanno iniziato i lavori da tempo, esattamente dal luglio 2009, e son già a buon punto. Importanti, per la Valle di Susa, saranno anche le opere di compensazione. Su questo aspetto Luciani e Cerutti hanno le idee chiare:?“La cifra si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Faremo un tavolo con Comune, Provincia e Regione per decidere quali saranno queste opere di compensazione. Non vogliamo che si creino malesseri nel territorio, e ci impegneremo affinchè siano condivise a tutti i livelli”.
Importante la partita per capire dove sarà destinato lo smarino, ossia tutto il materiale di scarto risultante dalle perforazioni della roccia.
“Ad oggi come unica destinazione per lo smarino abbiamo la cava di Torrazza Piemonte, vicino a Montanaro – spiegano i vertici della Sitaf – ma è chiaro che sarebbe nostra intenzione avere depositi più vicini a Bardonecchia, anche in Valle, sempre individuandoli in accordo con gli enti locali.
Ovviamente trovare questi siti di deposito fa parte della fase 2 del progetto, e parte delle opere di compensazione saranno rivolte ai Comuni che si renderanno disponibili”. Infine, una riflessione sul futuro di questa galleria che dovrà essere pronta per il 2015-2016:?“Ad oggi è soltanto una galleria di sicurezza, il resto è in evoluzione – spiegano Luciani e Cerutti – vedremo che cosa deciderà il Cipe nei prossimi mesi, e in prospettiva potrebbe pure diventare una seconda canna di transito”.
Fabio Tanzilli Descrizione dell'allegato